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Caro energia: come risparmiare in casa

Francesco Riccio

I recenti rincari sulle bollette stanno costringendo molte famiglie ad adottare accorgimenti per risparmiare. In effetti, i modi per ridurre i costi dell’energia sono molteplici e non richiedono particolari sacrifici.

In questo articolo cercheremo di capire proprio quali sono i metodi principali per risparmiare in casa.

Come risparmiare con gli elettrodomestici

Partiamo dunque dagli elettrodomestici, che rappresentano una fonte di consumo particolarmente elevata in una casa. Tuttavia, se si riesce ad utilizzarli nel modo giusto è possibile risparmiare un bel po’. Ad esempio per quanto riguarda la lavatrice, può essere una buona soluzione utilizzarla sempre quando è a pieno carico e con temperature comprese tra i 30 e i 40 gradi, magari con il programma eco. Altrettanto importante è anche controllare costantemente i consumi reali dell’elettrodomestico. 

Per ottenere un risparmio è opportuno utilizzare in modo giusto anche l’asciugatrice e la lavastoviglie. Nel primo caso, può essere una buona idea mettere all’interno dell’elettrodomestico i capi che sono già stati centrifugati nell’asciugatrice, in maniera tale da eliminare l’acqua in eccedenza. Inoltre, è opportuno avviare l’elettrodomestico solo quando il cestello è pieno. Nel caso della lavastoviglie invece è fondamentale utilizzare il programma eco o, al limite, un programma normale ma con temperature più basse. Può essere utile anche eliminare la parte della asciugatura. 

Uno degli elettrodomestici più energivori all’interno di un’abitazione è senza dubbio il frigorifero. Anche in questo caso, però, ci sono una serie di metodi per ridurne il consumo. In particolare, è opportuno garantire sempre una buona manutenzione all’apparecchio, in maniera tale da assicurarne un buon funzionamento. Pertanto, è anche buona regola procedere ad uno sbrinamento regolare. Un’altra buona abitudine è quella di non inserire dei cibi caldi e di lasciarlo aperto per un lungo periodo di tempo. Inoltre, nel caso in cui il modello di frigorifero sia troppo vecchio è conveniente, da un punto di vista energetico, provvedere ad una sostituzione. 

Si può risparmiare inoltre anche sul climatizzatore, ad esempio impostando una temperatura inferiore ai 6 gradi rispetto a quella dell’ambiente esterno, e anche sul forno, evitando di acquistare modelli particolarmente grandi, poiché in questo caso ci vuole più tempo e più energia per scaldarli. Meglio indirizzarsi su modelli con dimensioni pari a 60 cm di larghezza. Inoltre, è necessario provvedere anche ad una pulizia costante dell’elettrodomestico. 

Risparmiare sulla luce con le lampadine a basso consumo

Uno dei modi efficaci per risparmiare sulla bolletta della luce consiste nell’acquisto di lampadine a basso consumo. In commercio, però, ve ne sono di diversi tipi: ci sono ad esempio quelle a led, che offrono alte prestazioni in termini di durata e di consumo. Inoltre, sono anche abbastanza economiche, a differenza invece di quelle smart che però offrono un consumo molto basso e ampie funzionalità. 

Esistono anche le lampadine alogene, che però hanno un consumo più elevato rispetto a quelle appena elencate. 

Come risparmiare sul gas

Oltre all’elettricità, negli ultimi mesi stiamo assistendo anche ad un forte aumento del costo del gas. Per far fronte ai rincari una buona soluzione consiste nell’installare una caldaia a condensazione, che, soprattutto se abbinata a dei pannelli radianti, permette di ottenere un risparmio pari al 30%. Può essere altrettanto utile sostituire gli infissi più vecchi, in maniera tale da ottimizzare il calore all’interno dell’ambiente per rendere meno necessario il ricorso a termosifoni. In particolare, può essere molto vantaggioso scegliere degli infissi in PVC, i quali assicurano un alto livello di isolamento termico. 

Infine, possono essere molto utili anche le pompe di calore, attraverso le quali poter estrarre il calore da una fonte naturale e reimetterlo all’interno dell’abitazione. Così facendo, è possibile ottenere un risparmio energetico fino al 70%. 

Risparmiare il gas in cucina

Sempre per risparmiare il gas, può essere opportuno adottare una serie di accorgimenti in cucina. Ad esempio una buona abitudine è quella di utilizzare dei coperchi sia per bollire l’acqua che per cucinare. Altrettanto utile può essere l’utilizzo di una pentola a pressione, in modo da ridurre non solo i consumi ma anche i tempi di cottura. 

Infine, può essere utile adottare una serie di accorgimenti per risparmiare sull’acqua calda: ad esempio una soluzione consiste nel procurarsi degli scaldacqua a pompa di calore oppure uno scaldabagno a gas. 

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Utilizzo del marmo in casa: idee e consigli

Francesco Riccio

Il marmo è un materiale molto elegante, in grado di fornire agli ambienti di una casa un volto completamente nuovo e moderno. Non è un caso che sia stato spesso impiegato per la realizzazione di opere artistiche. I modi per utilizzare questo tipo di materiale in casa sono molteplici e in questo articolo cercheremo di vederne alcuni. 

I vantaggi del marmo 

Il motivo alla base della grande diffusione del marmo risiede nei tanti vantaggi che esso comporta, a partire ad esempio dal suo basso indice di rifrazione, in base al quale la luce penetra all’interno della pietra, dando vita ad una luminosità unica. Questo accade soprattutto con il marmo bianco. 

Il materiale inoltre è estremamente resistente e garantisce una lunga durata nel tempo. In più, bisogna aggiungere che può essere lavorato con molta semplicità qualora fosse necessario. Quando si parla di vantaggi del marmo non si può certamente non menzionare il suo valore estetico, che da sempre lo rende uno dei materiali più eleganti che esistono. 

Ci sono alcuni svantaggi del marmo? In effetti anche questo materiale possiede alcuni lati negativi. Innanzitutto, essendo molto delicato, richiede una cura pressoché costante, cosa che può diventare un problema per coloro che non dispongono di un tempo necessario da dedicare alla pulizia della casa. Inoltre, il marmo è un materiale freddo e durante l’inverno non contribuisce a rendere un ambiente più confortevole. 

Ad ogni modo, la scelta dipende dai propri gusti e dai propri desideri. Tuttavia, durante l’acquisto del marmo per arredare casa è necessario fare attenzione anche ad una serie di fattori tecnici che possono fare la differenza. Scopriamo insieme quali sono. 

Come scegliere il marmo per arredare la casa 

Come già accennato, la scelta del marmo per la propria casa deve avvenire assecondando i propri gusti. È importante prendere in considerazione però anche le dimensioni dell’ambiente. Infatti, per le stanze particolarmente ampie è necessario indirizzarsi su un marmo nero o comunque scuro. In questo modo, infatti, non si incorre nel cosiddetto effetto restringimento. 

Per gli ambienti più piccoli può essere una buona soluzione il marmo bianco, in maniera tale da fornire una maggiore sensazione di ampiezza. Inoltre, il bianco è molto facile da adattare al resto dell’arredamento. Una tonalità che va di moda negli ultimi tempi è invece il rosa, che oltre a fornire un aspetto elegante, dà anche un maggior senso di calma. Lo stesso vale anche per il verde e il color crema. 

Per chi preferisce donare un tocco di originalità alla propria casa, la soluzione su cui indirizzarsi è il marmo giallo. Infine, un’opzione ideale per gli ambienti etnici è rappresentata dal marmo marrone. 

Come arredare casa con il marmo

Bagno 

Vediamo ora come applicare il marmo all’interno di una abitazione, partendo dal bagno. In questo caso, il materiale viene utilizzato soprattutto per il pavimento, ma non è raro vederlo anche sui rivestimenti o su uno dei singoli elementi che compongono il bagno. 

Salotto 

Nel salotto il marmo può essere impiegato, oltre che per il pavimento, anche per il tavolo, il tavolino, una fioraia o una scultura. Può essere una buona soluzione anche utilizzarlo per i vassoi. 

Cucina 

Per quanto riguarda la cucina in genere il marmo viene utilizzato per i ripiani. In questo caso, l’applicazione del materiale può essere molto vantaggiosa, in quanto, come abbiamo visto, una delle sue principali caratteristiche è quella di fornire la massima resistenza. Può essere impiegato anche per i lavandini o per i rubinetti

Librerie e accessori 

Negli ultimi anni il marmo è sempre più utilizzato per la realizzazione di librerie. Si tratta di una soluzione molto elegante, che può fornire un tocco di classe in grado di rivoluzionare gli ambienti della propria casa. 

Altrettanto diffusi sono i piccoli oggetti in marmo, che permettono di creare piccoli angoli di gran stile. Infine, il materiale può essere anche impiegato per i vasi, in modo da far risaltare angoli della casa poco definiti. 

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Colore delle fughe del pavimento: come sceglierlo

Francesco Riccio

Per ottenere un pavimento con un aspetto perfetto è fondamentale fare attenzione ad ogni minimo dettaglio. Tra gli elementi da prendere in considerazione ci sono soprattutto le fughe. Infatti, anche un piccolo difetto di dimensioni o di forma può compromettere la componente estetica dell’intero pavimento. In questo articolo, ci focalizzeremo su un punto in particolare: il colore delle fughe. In commercio ci sono molte tonalità e, sebbene la scelta dipenda dalle proprie esigenze e preferenze, è fondamentale conoscere bene quali sono i metodi per individuare il colore più adatto.

Cosa sono le fughe

Prima di capire come e quale colore scegliere, è opportuno chiarire brevemente cosa si intende con il termine fughe. Esso indica nient’altro che la distanza che divide una piastrella del pavimento dall’altra e che ne consente l’assestamento. Generalmente, sono caratterizzate da dimensioni che variano tra i 2 e i 4 mm, ma sul mercato si possono trovare anche altre misure. Molto infatti dipende dalle dimensioni del pavimento, dal tipo di sottofondo e tanti altri piccoli fattori. I materiali utilizzati per realizzare le fughe possono essere diversi. In genere, viene utilizzato un composto di cemento e acqua, noto con il nome di boiacca. In alternativa, vengono applicati anche prodotti sigillanti. Ad ogni modo, qualsiasi materiale si decida di scegliere, questo deve essere in grado di garantire la massima protezione delle superfici.

Come scegliere il colore delle fughe

Prima di vedere su quale colore indirizzarsi, è opportuno conoscere a fondo le proprie esigenze. In particolare, bisogna capire se si intende scegliere qualcosa di tradizionale o di puntare su soluzioni innovative. Nel primo caso, la scelta è abbastanza semplice: la gran parte delle fughe realizzate in passato era di tonalità bianca. Tuttavia, questo colore si sporca molto facilmente, soprattutto se applicato in zone della casa molto frequentate. Una buona alternativa al bianco potrebbe essere rappresentata dal grigio, che oltre ad essere versatile, tende anche a sporcarsi di meno.

Negli ultimi anni il mondo delle fughe è stato completamente stravolto e rivoluzionato, anche e soprattutto grazie alle nuove tecnologie. Oggi, infatti, gran parte delle abitazioni moderne sono costituite da fughe colorate. Queste vengono realizzate con sostanze epossidiche e offrono prestazioni molto elevate, oltre che una lunga resistenza nel tempo. Per chi opta per delle fughe colorate il quadro è un po’ più complicato. Infatti, in commercio c’è veramente l’imbarazzo della scelta. Per agevolare la decisione può essere utile tenere in considerazione alcuni consigli.Innanzitutto, nel momento della scelta è opportuno puntare su colori neutri. Questi infatti sono di grande tendenza e permettono di ottenere un effetto visivo straordinario, capace di fornire un aspetto nuovo all’intero ambiente.Un altro consiglio è quello di indirizzarsi su fughe tono su tono, caratterizzate però da una gradazione in meno. In questo caso, oltre a garantire un aspetto formidabile, si otterrà anche un prodotto durevole nel tempo.

Inoltre, le fughe devono essere compatibili con il materiale delle mattonelle. Bisogna quindi cercare di armonizzare le due componenti, in modo da ottenere un effetto omogeneo ed elegante. Durante la scelta bisogna anche tenere bene a mente di optare per prodotti con un’intensità più chiara rispetto a quella delle mattonelle. Così facendo, oltre ad assicurare un aspetto migliore, sarà possibile anche prevenire un altro problema: le fughe con il passare degli anni tendono a scurirsi e scegliendo un colore più chiaro si potrà rimediare.

Dunque, seguendo questi piccoli accorgimenti, sarà possibile compiere una scelta consapevole e acquistare delle fughe con un colore adatto ai propri ambienti. Tuttavia, come abbiamo già specificato, un ruolo importante nella decisione deve essere sempre ricoperto dai propri gusti personali.

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Rubinetteria: come scegliere tra estetica e funzionalità

Francesco Riccio

Quando si decide di costruire o ristrutturare un bagno o una cucina è opportuno fare attenzione ad ogni minimo dettaglio per rendere l’ambiente davvero confortevole. Tra gli elementi da scegliere con cura ci sono i rubinetti, i quali, oltre a rispondere ad una serie di esigenze pratiche e funzionali, devono essere anche esteticamente in linea con il resto dell’arredamento. La domanda, quindi, sorge spontanea: come scegliere la rubinetteria giusta? Scopriamolo insieme in questo articolo.

Tipologia

Partiamo subito col dire che in commercio esistono molti tipi di rubinetti. Nel caso dei miscelatori da cucina, ad esempio, ci sono i modelli con doccetta estraibile, a loro volta divisi in doccette integrate e professionali. Nel primo caso, il flessibile scompare e rientra nel rubinetto, mentre invece nel caso delle doccette professionali la doccetta funziona con una molla.

In tutti gli altri casi, i rubinetti sono a manopole, a monocomando a foro singolo o a due fori oppure con braccio di erogazione telescopico. Quest’ultimo funziona sul principio dell’antenna. Ci sono poi i miscelatori con sensore tattile, che funzionano tramite il tocco sul corpo del rubinetto, e i modelli digitali, che utilizzano la tecnologia wireless. 

Materiale 

Un altro elemento a cui prestare la massima attenzione è senza dubbio il materiale, il quale deve garantire la massima resistenza e una lunga durata nel tempo. Generalmente, i modelli di rubinetti più diffusi vengono realizzati in acciaio, un materiale ottimo dal punto di vista della resistenza ma che è in grado anche di aggiungere valore dal punto di vista estetico. Inoltre, i modelli costruiti con questo materiale hanno il pregio di non diventare opachi nel tempo. Tuttavia, il prezzo di questi tipi di rubinetti è decisamente più elevato.

I costi sono molto più contenuti nel caso dei modelli realizzati in ottone, un materiale efficace che offre anche un buon grado di resistenza. Quest’ultimo, però, nel corso degli anni è spesso sottoposto ad un processo di ossidazione. Inoltre, l’ottone può avere diversi tipi di finitura, tra cui le varianti di colore speciale, cromato, simil inox e in bianco e nero. 

Funzionalità e tecnologie aggiuntive

Un fattore da non sottovalutare quando si sceglie un rubinetto, sia esso destinato all’utilizzo in cucina che in bagno, riguarda le funzionalità e le tecnologie aggiuntive di cui è dotato. Tra queste, può essere molto utile la funzione di risparmio idrico, che permette di consumare fino al 50% in meno di acqua ed energia. Inoltre, ci sono anche modelli dotati di tecnologie per la lucentezza di superficie duratura e per il facile comando della leva. 

Aspetto e design

Come abbiamo visto, un elemento da considerare durante la scelta dei rubinetti è l’aspetto. L’estetica, infatti, merita la stessa attenzione della componente funzionale della rubinetteria. Ovviamente, in questo caso, la scelta dipende molto dai propri gusti e dalle caratteristiche del proprio bagno o della propria cucina. L’importante è che il rubinetto sia in linea con lo stile del resto dell’arredamento.

Lo stesso vale anche per i colori, ma in questo caso è opportuno valutare anche altri fattori. Infatti, ci sono alcune tonalità che danno una maggiore sensazione di pulizia. Altre, invece, consentono di nascondere meglio eventuali macchie di calcare che si formano nel tempo. Ci sono poi colori che sono di grande tendenza negli ultimi anni, come ad esempio il blu, il rosso o il verde acido, da scegliere però solo se si possono abbinare. 

Garanzia e manutenzione

L’ultimo elemento da prendere in considerazione è la garanzia. Un buon prodotto, infatti, deve essere garantito da almeno due anni, così come previsto dalla legge. In ogni caso, però, è consigliato assicurare al prodotto una buona manutenzione, in maniera tale da permettergli di durare a lungo nel tempo. 

Un ultimo consiglio: controllare la consistenza

C’è un ultimo consiglio da prendere in considerazione per verificare la qualità del prodotto scelto e consiste nel controllare la consistenza. In genere, infatti, un rubinetto di bassa qualità è caratterizzato da un peso basso e, di conseguenza, questi modelli hanno una durata minore. 

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Come scegliere il divano: misure, colori e comodità

Francesco Riccio

In un soggiorno ci sono una serie di elementi che non possono assolutamente mancare. Tra questi, c’è sicuramente il divano. La sua diffusione all’interno del mondo occidentale si deve all’Impero Ottomano, dove d’altronde è nata la parola “diwan”

Con il tempo si è assistito ad una profonda evoluzione di questo elemento di arredo, tant’è che oggi sul mercato sono presenti numerosi modelli. Proprio per questo motivo non è sempre agevole arrivare ad una scelta ed ecco perché in seguito cercheremo di fornire alcune informazioni fondamentali per scegliere il divano adatto alle proprie esigenze

Come scegliere il divano 

Come già accennato, esistono alcuni fattori che non possono non essere presi in considerazione durante la scelta di un divano. In particolare, ecco quali sono quelli principali: 

  • Dimensioni;
  • Comodità;
  • Materiale e resistenza;
  • Colore e stile dell’arredamento;
  • Quante persone utilizzano il divano.

Dimensioni

Un primo fattore a cui fare attenzione è quello relativo alle dimensioni. Infatti, il divano è uno degli elementi più ingombranti in un’abitazione e per chi non dispone di aree particolarmente ampi è importante ottimizzare gli spazi. In generale, per gli appartamenti piccoli è meglio optare per un modello a due posti, che solitamente hanno dimensioni pari a 150/180 cm di larghezza e 75/90 cm di profondità. Diversamente, chi vive in case molto spaziose, può anche indirizzarsi su modelli a tre posti, caratterizzati da una larghezza di almeno 200 cm. In alternativa, una soluzione di gran classe potrebbe essere il divano con penisola o ad angolo, ma in questo caso la scelta dipende dalle proprie esigenze e dai propri gusti. 

Comodità 

Lo scopo principale del divano è quello di fornire il massimo comfort dopo una lunga giornata di lavoro. Ecco perché quando si è alla ricerca del modello giusto, bisogna innanzitutto considerare il livello di comodità offerto. A tale scopo, è meglio prediligere i modelli dotati di poggiatesta e poggiapiedi regolabili. Da preferire anche i divano con schienale mobile, sia in versione elettrica che manuale. Alcuni modelli, poi, offrono anche altre funzionalità per garantire un comfort maggiore, ma a questi è associato un costo più elevato. 

Materiale e resistenza

Oltre ad essere comodo, il divano deve garantire una lunga durata nel tempo. Per verificare bene il livello di resistenza di un modello è necessario capire quali sono i materiali che lo compongono. In genere, i divani che offrono alte prestazioni in questo senso sono quelli realizzati in legno massello, ma sono altrettanto efficaci anche i modelli in poliuretano espanso.
Da non sottovalutare anche il tessuto da rivestimento. Gran parte dei modelli in commercio sono in cotone, seta, pelle o fibre sintetiche. Tra questi, il tessuto che assicura una maggiore resistenza è senza dubbio la pelle.

Lo stile di arredo e colore 

Il divano da scegliere deve avere uno stile in linea con il resto dell’arredamento. È importante abbinare tra loro I vari elementi, in modo da fornire un aspetto omogeneo ed elegante allo stesso tempo. Stesso discorso deve essere fatto anche per quanto riguarda il colore. In genere, la tonalità più diffusa per i divani è il grigio, ma esistono molte altre alternative. Ci si può indirizzare su modelli con colori accesi, che permettono di fornire agli ambienti un’atmosfera più vivace e allegra. Ma in questi casi sarà più difficile coprire eventuali macchie. 

Per chi preferisce una tinta più elegante può scegliere modelli con colori scuri, ma solo se gli ambienti sono già ben illuminati.  Negli ultimi anni sono di grande tendenza anche i divani con tinte chiare, ideali per le abitazioni in stile moderno, e i divani rossi, i quali però devono essere abbinati bene con il resto dell’arredamento. 

Quante persone utilizzano il divano

Prima di scegliere il divano, è opportuno capire prima quante persone lo utilizzeranno. Una coppia, ad esempio, può stare comoda anche con un divano a due posti, mentre invece una famiglia più numerosa deve necessariamente indirizzarsi su modelli con più posti. Se sono presenti bambini, inoltre, bisogna optare per divani con tessuti sfoderabili e lavabili, mentre se si hanno animali domestici è consigliato procurarsi anche un copridivano.

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Verde Urbano: quanto è importante per l’ambiente e la salute

Francesco Riccio

Il deterioramento dell’ambiente sta diventando un problema sempre più ingombrante. I danni derivanti da questo fenomeno, infatti, sono sempre più evidenti e sotto gli occhi di tutti. Dal cambiamento climatico fino all’inquinamento atmosferico, l’impatto che l’uomo sta avendo sul pianeta rischia di portarci ad un futuro molto pericoloso. Ecco perché negli ultimi anni, sia a livello pubblico che individuale, si sta cercando di mettere in campo alcune misure per contrastare gli effetti dei problemi ambientali. Tra le iniziative più importanti in tal senso, vanno menzionati sicuramente i processi di pianificazione urbana, basati sull’obiettivo di realizzare città sempre più green e sostenibili. Attraverso piani pubblici, che coinvolgono tutti gli attori locali, è possibile rivalorizzare completamente un determinato territorio, rendendolo compatibile con la natura circostante.

Il fenomeno è molto più visibile in altri paesi europei rispetto all’Italia. Nel nostro paese, infatti, secondo i dati forniti dall’Istat, i cittadini hanno a disposizione solo 31 mq di verde urbano in media. Non si tratta di una cifra molto bassa ma sicuramente non è ai livelli di altri luoghi in giro per il mondo. Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, per ottenere un ambiente cittadino salubre, le persone dovrebbero disporre di almeno 300 mq di spazio verde. Inoltre, per quanto riguarda il nostro paese bisogna considerare anche che ci sono interi territori la cui presenza di verde urbano è estremamente bassa, in alcuni casi di poco sopra ai livelli stabiliti dalla legge, ovvero 9 mq. Tutto ciò rappresenta un grave danno, soprattutto se si considerano i benefici che il verde urbano è in grado di apportare non solo all’ambiente, ma anche alla salute umana.

I benefici del verde urbano per l’ambiente

Il verde urbano in un territorio consente innanzitutto di contrastare il fenomeno del caldo estremo, sempre più frequente a causa del riscaldamento globale. In particolare, è stato calcolato che una buona pianificazione urbana permette di ridurre la temperatura di un grado. Al contempo, si può ottenere anche un netto miglioramento delle condizioni dell’aria, in quanto l’insieme degli spazi verdi consente di ridurre la presenza di sostanze inquinanti, andando quindi a diminuire il numero di persone che ogni anno muoiono a causa di tale problema (in Italia sono circa 80.000 all’anno secondo l’Agenzia Europea per l’ambiente). Un ulteriore effetto positivo riguarda poi la possibilità di trattenere meglio l’acqua piovana, proprio grazie all’assorbimento delle aree verdi. In questo modo, si riduce anche il deflusso che spesso è causa del collasso dei sistemi fognari.

Benefici per la salute

A fronte dei tanti benefici per l’ambiente derivante dalla realizzazione di città green, sono da rilevare anche molteplici vantaggi per la salute umana. Si tratta di una serie di conseguenze positive sia dal punto di vista fisico che psicologico. Il contatto con il verde urbano consente di avere una connessione con la natura migliore, cosa che comporta effetti positivi in termini di riduzione dello stress, che oggigiorno rappresenta una delle cause di tante patologie. Inoltre, bisogna tenere conto del fatto che le temperature elevate tendono ad aumentare i livelli di stress, per cui il verde urbano, agendo positivamente sulla regolazione del calore dei territori, permette anche di ridurre gli effetti negativi del caldo eccessivo sulla nostra psiche. Lo stesso discorso va fatto anche per quanto riguarda l’inquinamento acustico, che rappresenta una delle fonti principali dello stress. Una città con abbastanza verde urbano consente di ridurre il riflesso del suono fino a 3 decibel e di 8 decibel l’isolamento acustico degli edifici. Alcuni studi scientifici hanno anche dimostrato che vivere in un ambiente sano e sostenibile aumenta il livello di felicità e di concentrazione delle persone.

Ma le conseguenze del verde urbano arrivano anche a contrastare alcuni tipi di malattie in modo diretto: è stato rilevato un rischio minore di incorrere in patologie respiratorie e cardiovascolari in coloro che vivono in spazi con abbastanza verde. Infine, non bisogna sottovalutare gli effetti positivi del verde urbano dal punto di vista prettamente economico, dato che le città green possono vantare di un patrimonio immobiliare con un valore elevato.

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Carta da parati: come sceglierla e come posarla

Francesco Riccio

La carta da parati può essere uno strumento molto originale per rivestire le pareti della stanza. Tuttavia, in commercio sono presenti diverse tipologie di carta, ognuna delle quali è caratterizzata da diverse fattori. Ecco perché in questo articolo cercheremo di fornire una serie di informazioni utili che possono servire al momento della scelta. Infine, vedremo anche come posare la carta da parati.

Come scegliere la carta da parati

Un primo elemento a cui prestare attenzione durante la scelta della carta da parati è il colore dominante nell’ambiente. In questi casi bisogna assecondare la tonalità prevalente, mentre invece nel caso in cui la stanza sia costituita da colori neutri può essere utile individuare una carta originale, come ad esempio quelle molto lucide o con effetto tessuto. A tal proposito, bisogna specificare quali sono le diverse tipologie di carta disponibili. Eccone alcune:

  • Carta da parati lavabile in TNT: realizzata in fibre tessili come la seta o il tone, questo tipo di carta è molto economica e resistente sia all’acqua che alle alte temperature. Oltre ad essere molto facile da applicare e lavare, ha il vantaggio di far traspirare le pareti e prevenire la formazione di muffa;
  • Carta da parati vinilica: costituita da due strati rispettivamente in vinile e in TNT, la carta da parati vinilica garantisce una lunga durata, oltre ad essere totalmente inodore. Inoltre, è facilmente lavabile con l’acqua e il sapone neutro e può essere applicata e rimossa con grande semplicità. Tuttavia, il principale vantaggio di questo tipo di carta è quello estetico: la sua applicazione, infatti, consente di fornire un volto totalmente nuovo all’intero ambiente;
  • Carta da parati 3D: innovativa e futuristica, questo modello, oltre a fornire un aspetto totalmente nuovo all’ambiente, lo rende anche più spazioso. L’effetto che si ottiene dalla sua applicazione è davvero originale e consente di valorizzare l’intero appartamento. Particolarmente efficaci sono soprattutto i modelli che offrono effetti optical, ideali per le abitazioni più moderne.
  • Carta da parati “naturale”: questo tipo di carta è sicuramente uno dei più diffusi negli ultimi anni, complice anche la crescita dell’attenzione verso la natura. Si tratta di una soluzione inedita ma anche molto elegante.

Durante la scelta della carta da parati bisogna prendere in considerazione anche la qualità del materiale, soprattutto se deve essere applicata in ambiti particolari come il bagno. L’ultimo elemento da valutare riguarda il motivo, il quale può essere di diverse tipologie. In particolare, sul mercato si possono trovare sia modelli con disegni orizzontali, che consentono di ampliare gli spazi della stanza, e quelli con i disegni verticali, che permettono di rendere il soffitto più alto. Inoltre, ci sono anche motivi più originali, come quelli in bianco e nero, perfetti per gli appartamenti in stile moderno, e quelli jungle, da abbinare soprattutto agli ambienti con il parquet.

Come posare la carta da parati

Appurati i fattori da valutare durante la scelta della carta da parati, bisogna ora capire come posarla sulle pareti. Tale operazione varia in base alla tipologia di carta e di colla utilizzata. In generale, un primo passo da fare consiste nel prendere le misure, in maniera tale da capire quanti rotoli procurarsi. Dopodiché, bisogna procedere effettuando la stuccatura della parete, a meno che il muro non sia nuovo. In quest’ultima ipotesi può essere utile effettuare un’ulteriore mano di colla. Proprio in merito alla colla, bisogna valutare con attenzione alcuni fattori durante la scelta, come ad esempio la mancanza di sostanze tossiche o inquinanti.

A questo punto, si può procedere con l’applicazione della carta da parati. Per ottenere un risultato più preciso, può essere utile tagliarla in fogli e cominciare l’applicazione dai bordi. Quindi, bisogna applicare la colla sulla carta e incollarla con un filo a piombo, stando attenti a non creare bolle o irregolarità. A tal fine, è necessario procurarsi anche un rullo. Infine, bisogna posizionare le strisce ognuna accanto all’altro, facendo attenzione a far combaciare le fantasie. 

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4 elementi di design che non possono mancare in casa tua

Francesco Riccio

Arredare una casa significa fare attenzione ad ogni minimo dettaglio. D’altronde, si tratta dell’ambiente in cui si passerà gran parte della propria vita ed è fondamentale renderlo quanto più confortevole possibile. A tal proposito, è molto importante posizionare nelle varie stanze degli elementi di design che permettono di personalizzare la propria casa. Ecco perché in questo articolo cercheremo di fornire alcune idee di design che non possono mancare nella propria abitazione. 

Piante a soffitto

Partiamo con il primo elemento di design, ovvero le piante a soffitto. Si tratta di una soluzione molto diffusa negli ultimi anni, grazie anche all’aumento della sensibilità nei confronti dell’ambiente. Inserire degli elementi che rimandano alla sostenibilità è un ottimo modo non solo per dare un tocco green alla propria casa, ma anche per ottenere numerosi benefici dal punto di vista psicologico: avere piante a soffitto nel proprio appartamento consente di ridurre lo stress e aumentare la propria autostima.

Inoltre, le piante purificano l’aria e riducono i rumori, grazie al fatto che sono fonoassorbenti. Ma dove inserire le piante a soffitto?  Una stanza dove potrebbero essere particolarmente efficaci è la camera da letto, ma in realtà possono essere tranquillamente inserite in ogni altra stanza.

Tavolini e tappeti

Tra gli elementi d’arredo che non possono mancare all’interno di una casa rientrano anche i tavolini e i tappeti. Si tratta di due componenti che, oltre ad essere molto utili, se posizionati nel modo giusto, possono fare la differenza in un ambiente. In commercio ci sono molti modelli di tavolini tra cui poter scegliere. Per ottenere un buon risultato è necessario optare per un tavolino che abbia dimensioni adeguate e proporzionate al divano. Al tempo stesso, la forma e lo stile devono essere adattati al resto dell’arredamento. Lo stesso discorso vale anche per i colori e i materiali.
Per quanto riguarda i tappeti, invece, la scelta è molto più libera. Basta avere solo tanta creatività per scegliere il modello più adatto ai propri gusti. 

Spazio per i libri

La libreria è un elemento di design scelto da molte persone per rendere la propria casa davvero unica. Ovviamente, la scelta deve essere effettuata sulla base delle caratteristiche dell’appartamento. Ad esempio, per i soggiorni di dimensioni particolarmente ampie ci si può indirizzare anche su una parete attrezzata formata da una libreria grande. Viceversa, per chi non dispone di molto spazio può optare per una libreria frestanding, dei modelli che possono essere inseriti in qualsiasi ambiente senza risultare troppo ingombranti.

Per quanto riguarda poi i materiali, anche in questo caso la scelta è molto ampia e varia a seconda della casa. Per chi desidera creare ambienti contemporanei e moderni può indirizzarsi su modelli in metallo, mentre invece chi preferisce lo stile vintage può scegliere una libreria realizzata in legno. 

Elettrodomestici tecnologici

Oggi, la produzione degli oggetti tecnologici si basa non solo sull’obiettivo di garantire la massima funzionalità ed efficienza, ma anche sullo scopo di rendere l’oggetto un vero e proprio elemento di design. Questo è il caso non solo dei device da uso quotidiano, come potrebbe essere ad esempio lo smartphone, ma anche degli elettrodomestici di ultima generazione. Sul mercato se ne possono trovare tanti, molti dei quali sono davvero innovativi. Proprio questi ultimi sono perfetti per essere utilizzati all’interno della casa come elementi di design. 

BIM: tutto quello che c’è da sapere sul Building Information Modeling

Francesco Riccio

L’acronimo BIM indica l’espressione Building Information Modeling, ovvero il sistema informativo digitale della costruzione basato su modelli 3D e una serie di dati relativi all’edificio. In questo articolo cercheremo di fornire una definizione più chiara del concetto, analizzando anche i vantaggi ad esso associati. 

Cos’è il BIM?

Dare una definizione esaustiva del concetto di BIM non è semplice. Si è cercato di farlo in Europa, in cui si è definito il BIM come “shared digital representation of a built object (including buildings, bridges, roads, process plants, etc) to facilitate design, construction and operation processes to form a reliable basis for decisions.” 

Tuttavia, la definizione più chiara è quella nata in ambito statunitense. In base a questo approccio, per BIM si intende nient’altro che quella tecnologia che permette il trasferimento di dati e informazioni di un edificio, al fine di realizzare una rappresentazione digitale di un asset. La rappresentazione digitale consiste in un modello geometrico tridimensionale (Digital Twin).  In definitiva, il BIM è un modello informativo che consente di raccogliere tutte le informazioni di un edificio in un unico strumento. 

Perché il BIM è importante?

Ma perché il concetto di BIM sta conoscendo una diffusione così ampia? Perché è così importante? Con l’aumento della popolazione mondiale a cui si andrà incontro nei prossimi decenni, si rende necessario individuare modalità di costruzione efficienti sotto tutti i punti di vista. È proprio all’interno di questo scenario che si inserisce il concetto di BIM: attraverso l’adozione di questo metodo, e quindi tramite l’acquisizione di dati, si permette di lavorare in modo più intelligente. 

Il BIM è anche un metodo per permettere una crescita aziendale, in quanto si basa sul lavoro di squadra e sulla collaborazione di tutti coloro che lavorano alla fase di progettazione. Inoltre, il modello, fornendo una grande quantità di informazioni, consente di realizzare edifici tenendo conto del loro impatto sull’ambiente, riducendo al minimo il rischio di sprechi e di consumi eccessivi. 

Tra i vantaggi che offre l’applicazione del modello va rilevata anche la possibilità di ridurre al minimo gli errori durante la fase di progettazione, riducendone altresì i tempi. 

Gli strumenti necessari per progettare e costruire con il BIM

Per l’utilizzo del BIM è necessario essere in possesso di determinati software che permettono la realizzazione di modelli virtuali. In particolare, esistono tre software principali:

  • BIM tools, che serve a raccogliere i dati;
  • BIM authoring, che serve per la realizzazione del modello 3D;
  • BIM management system, che serve ad organizzare processi e dati in un unico ambiente collaborativo.

È importante ricordare che durante la scelta dei diversi software bisogna verificare se questi siano in possesso della certificazione IFC di buildingSMART international, che garantisce l’elevata qualità dello strumento. 

BIM in Italia

Il BIM si sta diffondendo molto in tutte le parti del mondo, compresa l’Italia. In realtà, il paese è più lento nell’adozione di questa metodologia rispetto ad altri paesi, come ad esempio l’Inghilterra. Tuttavia, anche in Italia si stanno facendo notevoli progressi da questo punto di vista. In particolare, va rilevata la spinta legislativa che ha permesso di compiere una serie di passi avanti. Ad esempio, il decreto del 2 agosto 2021, il quale ha modificato il decreto del MIT del 1º dicembre 2017, ha previsto un’introduzione del BIM con tempistiche differenti, stabilendone l’obbligatorietà solo per i progetti al di sopra della soglia di 1 milione di euro. 

A partire dal 1 gennaio 2022 invece è prevista l’obbligatorietà anche per le costruzioni nuove e per gli interventi su edifici esistenti di importo a 15 milioni di euro. Il 1 gennaio 2023 l’obbligatorietà si estenderà anche per le opere di nuova costruzione e i lavori su costruzioni esistenti di importo a base di gara pari o superiore alla soglia di 5.350.000 euro. Infine, a partire dal 1 gennaio 2025 è prevista l’applicazione obbligatoria del BIM anche per le opere di nuova costruzione e gli interventi su costruzioni esistenti di importo a base di gara pari o superiore ad 1 milione di euro. 

Infissi: guida per scegliere quello adatto alle proprie esigenze

Francesco Riccio

Scegliere gli infissi adatti per la propria casa non è semplice. Dal materiale alla posa in opera, sono tanti i fattori da valutare durante l’acquisto. Ecco perché in questo articolo cercheremo di capire quali sono gli infissi migliori in base alle diverse esigenze.

Materiali 

Un primo elemento a cui prestare attenzione sono i materiali impiegati per la realizzazione degli infissi. In realtà, non c’è un materiale migliore, ma la scelta varia in base alle caratteristiche della propria abitazione

In generale, quelli più diffusi sono l’alluminio, il legno-alluminio, il PVC e l’acciaio. Il primo può andare bene in case particolarmente grandi e arredate con stile minimal, mentre invece il legno-alluminio può essere la soluzione ideale per chi vuole abbinare design e funzionalità. Quest’ultimo materiale però risulta essere molto costoso, a differenza del PVC che invece è tra i più economici sul mercato. Particolarmente alto è anche il prezzo dell’acciaio, ma le prestazioni di questo materiale sono imparagonabili. 

Isolamento termico 

Non bisogna poi sottovalutare il livello di isolamento termico degli infissi. A tal proposito, è bene prendere in considerazione il valore di trasmittanza, ovvero la percentuale di dispersione dell’energia. Quest’ultima dipende anche dal materiale utilizzato. In generale, più basso è questo valore, maggiore sarà l’isolamento termico e quindi il comfort di una casa. Inoltre, ad un valore più basso di trasmittanza è associato anche un maggior risparmio in bolletta.

Isolamento acustico 

Altrettanto importante è la valutazione dell’isolamento acustico garantita dagli infissi. Il rumore, oltre ad essere fastidioso, può essere anche una fonte di molteplici danni alla salute. Un’esposizione prolungata a rumori può infatti provocare una ridotta capacità di memoria e una maggiore pressione, con conseguenze negative per l’apparato cardio respiratorio. 

Scegliendo un modello di infissi giusto, si potranno ridurre tali rischi. Nello specifico, bisogna scegliere infissi con un alto valore decibel (dB). I modelli tradizionali hanno un livello di abbattimento dei rumori pari a 32 dB. Tuttavia, installando gli infissi nel modo giusto e procurandosi una serie di accessori, si può arrivare ad un valore di abbattimento anche pari a 48 dB. 

Colore

A prima vista può sembrare un aspetto secondario, ma in realtà la scelta del colore impatta non solo sull’aspetto della propria casa, ma anche sulle prestazioni degli infissi. Infatti, con l’installazione di modelli con colori scuri si otterrà un maggiore riscaldamento. Viceversa, i colori chiari consentono di ottenere una maggiore durata nel tempo e un livello di riscaldamento decisamente inferiore. Ovviamente, la scelta del colore incide anche sui materiali, alcuni dei quali, come ad esempio il PVC, non possono essere nemmeno colorati. 

In termini di colore, bisogna considerare anche l’abbinamento con il resto della casa. Nello specifico, se si possiede un parquet in legno, ad esempio, la soluzione migliore è la scelta di infissi in laccato opaco, anche se si tratta di un materiale difficile da pulire ed è quindi da evitare per chi non ha abbastanza tempo a disposizione da dedicare alle pulizie di casa. 

Posa in opera

Quando si parla di infissi non si può non citare la posa in opera, ovvero l’operazione di montaggio della finestra. Questa deve essere effettuata nel miglior modo possibile, in quanto una buona riuscita dell’operazione impatta sulle performance degli infissi per il 70%. L’installazione quindi è fondamentale: una finestra montata in maniera errata rischia di compromettere tutti i benefici di un buon modello. Ad esempio, si rischia di ridurre le capacità di isolamento acustico, aumentando il rischio di incorrere in rumori. Viceversa, posare bene la finestra incrementa i vantaggi. 

Sicurezza

Un ultimo fattore non meno importante da considerare è la sicurezza. Gran parte dei furti in casa infatti avvengono attraverso la forzatura delle finestre, motivo per il quale è opportuno procurarsi infissi efficaci sotto questo punto di vista. La scelta deve quindi ricadere su modelli protetti e resistenti, come quelle finestre realizzate con 4 punti di chiusura, di cui 2 di sicurezza. Per chi ha a disposizione un budget più elevato può anche scegliere modelli con vetro antisfondamento, placca anti-perforazione e maniglia antiscasso, in modo da aumentare sensibilmente la propria sicurezza. 

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