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Verde Urbano: quanto è importante per l’ambiente e la salute

Francesco Riccio

Il deterioramento dell’ambiente sta diventando un problema sempre più ingombrante. I danni derivanti da questo fenomeno, infatti, sono sempre più evidenti e sotto gli occhi di tutti. Dal cambiamento climatico fino all’inquinamento atmosferico, l’impatto che l’uomo sta avendo sul pianeta rischia di portarci ad un futuro molto pericoloso. Ecco perché negli ultimi anni, sia a livello pubblico che individuale, si sta cercando di mettere in campo alcune misure per contrastare gli effetti dei problemi ambientali. Tra le iniziative più importanti in tal senso, vanno menzionati sicuramente i processi di pianificazione urbana, basati sull’obiettivo di realizzare città sempre più green e sostenibili. Attraverso piani pubblici, che coinvolgono tutti gli attori locali, è possibile rivalorizzare completamente un determinato territorio, rendendolo compatibile con la natura circostante.

Il fenomeno è molto più visibile in altri paesi europei rispetto all’Italia. Nel nostro paese, infatti, secondo i dati forniti dall’Istat, i cittadini hanno a disposizione solo 31 mq di verde urbano in media. Non si tratta di una cifra molto bassa ma sicuramente non è ai livelli di altri luoghi in giro per il mondo. Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, per ottenere un ambiente cittadino salubre, le persone dovrebbero disporre di almeno 300 mq di spazio verde. Inoltre, per quanto riguarda il nostro paese bisogna considerare anche che ci sono interi territori la cui presenza di verde urbano è estremamente bassa, in alcuni casi di poco sopra ai livelli stabiliti dalla legge, ovvero 9 mq. Tutto ciò rappresenta un grave danno, soprattutto se si considerano i benefici che il verde urbano è in grado di apportare non solo all’ambiente, ma anche alla salute umana.

I benefici del verde urbano per l’ambiente

Il verde urbano in un territorio consente innanzitutto di contrastare il fenomeno del caldo estremo, sempre più frequente a causa del riscaldamento globale. In particolare, è stato calcolato che una buona pianificazione urbana permette di ridurre la temperatura di un grado. Al contempo, si può ottenere anche un netto miglioramento delle condizioni dell’aria, in quanto l’insieme degli spazi verdi consente di ridurre la presenza di sostanze inquinanti, andando quindi a diminuire il numero di persone che ogni anno muoiono a causa di tale problema (in Italia sono circa 80.000 all’anno secondo l’Agenzia Europea per l’ambiente). Un ulteriore effetto positivo riguarda poi la possibilità di trattenere meglio l’acqua piovana, proprio grazie all’assorbimento delle aree verdi. In questo modo, si riduce anche il deflusso che spesso è causa del collasso dei sistemi fognari.

Benefici per la salute

A fronte dei tanti benefici per l’ambiente derivante dalla realizzazione di città green, sono da rilevare anche molteplici vantaggi per la salute umana. Si tratta di una serie di conseguenze positive sia dal punto di vista fisico che psicologico. Il contatto con il verde urbano consente di avere una connessione con la natura migliore, cosa che comporta effetti positivi in termini di riduzione dello stress, che oggigiorno rappresenta una delle cause di tante patologie. Inoltre, bisogna tenere conto del fatto che le temperature elevate tendono ad aumentare i livelli di stress, per cui il verde urbano, agendo positivamente sulla regolazione del calore dei territori, permette anche di ridurre gli effetti negativi del caldo eccessivo sulla nostra psiche. Lo stesso discorso va fatto anche per quanto riguarda l’inquinamento acustico, che rappresenta una delle fonti principali dello stress. Una città con abbastanza verde urbano consente di ridurre il riflesso del suono fino a 3 decibel e di 8 decibel l’isolamento acustico degli edifici. Alcuni studi scientifici hanno anche dimostrato che vivere in un ambiente sano e sostenibile aumenta il livello di felicità e di concentrazione delle persone.

Ma le conseguenze del verde urbano arrivano anche a contrastare alcuni tipi di malattie in modo diretto: è stato rilevato un rischio minore di incorrere in patologie respiratorie e cardiovascolari in coloro che vivono in spazi con abbastanza verde. Infine, non bisogna sottovalutare gli effetti positivi del verde urbano dal punto di vista prettamente economico, dato che le città green possono vantare di un patrimonio immobiliare con un valore elevato.

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Carta da parati: come sceglierla e come posarla

Francesco Riccio

La carta da parati può essere uno strumento molto originale per rivestire le pareti della stanza. Tuttavia, in commercio sono presenti diverse tipologie di carta, ognuna delle quali è caratterizzata da diverse fattori. Ecco perché in questo articolo cercheremo di fornire una serie di informazioni utili che possono servire al momento della scelta. Infine, vedremo anche come posare la carta da parati.

Come scegliere la carta da parati

Un primo elemento a cui prestare attenzione durante la scelta della carta da parati è il colore dominante nell’ambiente. In questi casi bisogna assecondare la tonalità prevalente, mentre invece nel caso in cui la stanza sia costituita da colori neutri può essere utile individuare una carta originale, come ad esempio quelle molto lucide o con effetto tessuto. A tal proposito, bisogna specificare quali sono le diverse tipologie di carta disponibili. Eccone alcune:

  • Carta da parati lavabile in TNT: realizzata in fibre tessili come la seta o il tone, questo tipo di carta è molto economica e resistente sia all’acqua che alle alte temperature. Oltre ad essere molto facile da applicare e lavare, ha il vantaggio di far traspirare le pareti e prevenire la formazione di muffa;
  • Carta da parati vinilica: costituita da due strati rispettivamente in vinile e in TNT, la carta da parati vinilica garantisce una lunga durata, oltre ad essere totalmente inodore. Inoltre, è facilmente lavabile con l’acqua e il sapone neutro e può essere applicata e rimossa con grande semplicità. Tuttavia, il principale vantaggio di questo tipo di carta è quello estetico: la sua applicazione, infatti, consente di fornire un volto totalmente nuovo all’intero ambiente;
  • Carta da parati 3D: innovativa e futuristica, questo modello, oltre a fornire un aspetto totalmente nuovo all’ambiente, lo rende anche più spazioso. L’effetto che si ottiene dalla sua applicazione è davvero originale e consente di valorizzare l’intero appartamento. Particolarmente efficaci sono soprattutto i modelli che offrono effetti optical, ideali per le abitazioni più moderne.
  • Carta da parati “naturale”: questo tipo di carta è sicuramente uno dei più diffusi negli ultimi anni, complice anche la crescita dell’attenzione verso la natura. Si tratta di una soluzione inedita ma anche molto elegante.

Durante la scelta della carta da parati bisogna prendere in considerazione anche la qualità del materiale, soprattutto se deve essere applicata in ambiti particolari come il bagno. L’ultimo elemento da valutare riguarda il motivo, il quale può essere di diverse tipologie. In particolare, sul mercato si possono trovare sia modelli con disegni orizzontali, che consentono di ampliare gli spazi della stanza, e quelli con i disegni verticali, che permettono di rendere il soffitto più alto. Inoltre, ci sono anche motivi più originali, come quelli in bianco e nero, perfetti per gli appartamenti in stile moderno, e quelli jungle, da abbinare soprattutto agli ambienti con il parquet.

Come posare la carta da parati

Appurati i fattori da valutare durante la scelta della carta da parati, bisogna ora capire come posarla sulle pareti. Tale operazione varia in base alla tipologia di carta e di colla utilizzata. In generale, un primo passo da fare consiste nel prendere le misure, in maniera tale da capire quanti rotoli procurarsi. Dopodiché, bisogna procedere effettuando la stuccatura della parete, a meno che il muro non sia nuovo. In quest’ultima ipotesi può essere utile effettuare un’ulteriore mano di colla. Proprio in merito alla colla, bisogna valutare con attenzione alcuni fattori durante la scelta, come ad esempio la mancanza di sostanze tossiche o inquinanti.

A questo punto, si può procedere con l’applicazione della carta da parati. Per ottenere un risultato più preciso, può essere utile tagliarla in fogli e cominciare l’applicazione dai bordi. Quindi, bisogna applicare la colla sulla carta e incollarla con un filo a piombo, stando attenti a non creare bolle o irregolarità. A tal fine, è necessario procurarsi anche un rullo. Infine, bisogna posizionare le strisce ognuna accanto all’altro, facendo attenzione a far combaciare le fantasie. 

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4 elementi di design che non possono mancare in casa tua

Francesco Riccio

Arredare una casa significa fare attenzione ad ogni minimo dettaglio. D’altronde, si tratta dell’ambiente in cui si passerà gran parte della propria vita ed è fondamentale renderlo quanto più confortevole possibile. A tal proposito, è molto importante posizionare nelle varie stanze degli elementi di design che permettono di personalizzare la propria casa. Ecco perché in questo articolo cercheremo di fornire alcune idee di design che non possono mancare nella propria abitazione. 

Piante a soffitto

Partiamo con il primo elemento di design, ovvero le piante a soffitto. Si tratta di una soluzione molto diffusa negli ultimi anni, grazie anche all’aumento della sensibilità nei confronti dell’ambiente. Inserire degli elementi che rimandano alla sostenibilità è un ottimo modo non solo per dare un tocco green alla propria casa, ma anche per ottenere numerosi benefici dal punto di vista psicologico: avere piante a soffitto nel proprio appartamento consente di ridurre lo stress e aumentare la propria autostima.

Inoltre, le piante purificano l’aria e riducono i rumori, grazie al fatto che sono fonoassorbenti. Ma dove inserire le piante a soffitto?  Una stanza dove potrebbero essere particolarmente efficaci è la camera da letto, ma in realtà possono essere tranquillamente inserite in ogni altra stanza.

Tavolini e tappeti

Tra gli elementi d’arredo che non possono mancare all’interno di una casa rientrano anche i tavolini e i tappeti. Si tratta di due componenti che, oltre ad essere molto utili, se posizionati nel modo giusto, possono fare la differenza in un ambiente. In commercio ci sono molti modelli di tavolini tra cui poter scegliere. Per ottenere un buon risultato è necessario optare per un tavolino che abbia dimensioni adeguate e proporzionate al divano. Al tempo stesso, la forma e lo stile devono essere adattati al resto dell’arredamento. Lo stesso discorso vale anche per i colori e i materiali.
Per quanto riguarda i tappeti, invece, la scelta è molto più libera. Basta avere solo tanta creatività per scegliere il modello più adatto ai propri gusti. 

Spazio per i libri

La libreria è un elemento di design scelto da molte persone per rendere la propria casa davvero unica. Ovviamente, la scelta deve essere effettuata sulla base delle caratteristiche dell’appartamento. Ad esempio, per i soggiorni di dimensioni particolarmente ampie ci si può indirizzare anche su una parete attrezzata formata da una libreria grande. Viceversa, per chi non dispone di molto spazio può optare per una libreria frestanding, dei modelli che possono essere inseriti in qualsiasi ambiente senza risultare troppo ingombranti.

Per quanto riguarda poi i materiali, anche in questo caso la scelta è molto ampia e varia a seconda della casa. Per chi desidera creare ambienti contemporanei e moderni può indirizzarsi su modelli in metallo, mentre invece chi preferisce lo stile vintage può scegliere una libreria realizzata in legno. 

Elettrodomestici tecnologici

Oggi, la produzione degli oggetti tecnologici si basa non solo sull’obiettivo di garantire la massima funzionalità ed efficienza, ma anche sullo scopo di rendere l’oggetto un vero e proprio elemento di design. Questo è il caso non solo dei device da uso quotidiano, come potrebbe essere ad esempio lo smartphone, ma anche degli elettrodomestici di ultima generazione. Sul mercato se ne possono trovare tanti, molti dei quali sono davvero innovativi. Proprio questi ultimi sono perfetti per essere utilizzati all’interno della casa come elementi di design. 

BIM: tutto quello che c’è da sapere sul Building Information Modeling

Francesco Riccio

L’acronimo BIM indica l’espressione Building Information Modeling, ovvero il sistema informativo digitale della costruzione basato su modelli 3D e una serie di dati relativi all’edificio. In questo articolo cercheremo di fornire una definizione più chiara del concetto, analizzando anche i vantaggi ad esso associati. 

Cos’è il BIM?

Dare una definizione esaustiva del concetto di BIM non è semplice. Si è cercato di farlo in Europa, in cui si è definito il BIM come “shared digital representation of a built object (including buildings, bridges, roads, process plants, etc) to facilitate design, construction and operation processes to form a reliable basis for decisions.” 

Tuttavia, la definizione più chiara è quella nata in ambito statunitense. In base a questo approccio, per BIM si intende nient’altro che quella tecnologia che permette il trasferimento di dati e informazioni di un edificio, al fine di realizzare una rappresentazione digitale di un asset. La rappresentazione digitale consiste in un modello geometrico tridimensionale (Digital Twin).  In definitiva, il BIM è un modello informativo che consente di raccogliere tutte le informazioni di un edificio in un unico strumento. 

Perché il BIM è importante?

Ma perché il concetto di BIM sta conoscendo una diffusione così ampia? Perché è così importante? Con l’aumento della popolazione mondiale a cui si andrà incontro nei prossimi decenni, si rende necessario individuare modalità di costruzione efficienti sotto tutti i punti di vista. È proprio all’interno di questo scenario che si inserisce il concetto di BIM: attraverso l’adozione di questo metodo, e quindi tramite l’acquisizione di dati, si permette di lavorare in modo più intelligente. 

Il BIM è anche un metodo per permettere una crescita aziendale, in quanto si basa sul lavoro di squadra e sulla collaborazione di tutti coloro che lavorano alla fase di progettazione. Inoltre, il modello, fornendo una grande quantità di informazioni, consente di realizzare edifici tenendo conto del loro impatto sull’ambiente, riducendo al minimo il rischio di sprechi e di consumi eccessivi. 

Tra i vantaggi che offre l’applicazione del modello va rilevata anche la possibilità di ridurre al minimo gli errori durante la fase di progettazione, riducendone altresì i tempi. 

Gli strumenti necessari per progettare e costruire con il BIM

Per l’utilizzo del BIM è necessario essere in possesso di determinati software che permettono la realizzazione di modelli virtuali. In particolare, esistono tre software principali:

  • BIM tools, che serve a raccogliere i dati;
  • BIM authoring, che serve per la realizzazione del modello 3D;
  • BIM management system, che serve ad organizzare processi e dati in un unico ambiente collaborativo.

È importante ricordare che durante la scelta dei diversi software bisogna verificare se questi siano in possesso della certificazione IFC di buildingSMART international, che garantisce l’elevata qualità dello strumento. 

BIM in Italia

Il BIM si sta diffondendo molto in tutte le parti del mondo, compresa l’Italia. In realtà, il paese è più lento nell’adozione di questa metodologia rispetto ad altri paesi, come ad esempio l’Inghilterra. Tuttavia, anche in Italia si stanno facendo notevoli progressi da questo punto di vista. In particolare, va rilevata la spinta legislativa che ha permesso di compiere una serie di passi avanti. Ad esempio, il decreto del 2 agosto 2021, il quale ha modificato il decreto del MIT del 1º dicembre 2017, ha previsto un’introduzione del BIM con tempistiche differenti, stabilendone l’obbligatorietà solo per i progetti al di sopra della soglia di 1 milione di euro. 

A partire dal 1 gennaio 2022 invece è prevista l’obbligatorietà anche per le costruzioni nuove e per gli interventi su edifici esistenti di importo a 15 milioni di euro. Il 1 gennaio 2023 l’obbligatorietà si estenderà anche per le opere di nuova costruzione e i lavori su costruzioni esistenti di importo a base di gara pari o superiore alla soglia di 5.350.000 euro. Infine, a partire dal 1 gennaio 2025 è prevista l’applicazione obbligatoria del BIM anche per le opere di nuova costruzione e gli interventi su costruzioni esistenti di importo a base di gara pari o superiore ad 1 milione di euro. 

Infissi: guida per scegliere quello adatto alle proprie esigenze

Francesco Riccio

Scegliere gli infissi adatti per la propria casa non è semplice. Dal materiale alla posa in opera, sono tanti i fattori da valutare durante l’acquisto. Ecco perché in questo articolo cercheremo di capire quali sono gli infissi migliori in base alle diverse esigenze.

Materiali 

Un primo elemento a cui prestare attenzione sono i materiali impiegati per la realizzazione degli infissi. In realtà, non c’è un materiale migliore, ma la scelta varia in base alle caratteristiche della propria abitazione

In generale, quelli più diffusi sono l’alluminio, il legno-alluminio, il PVC e l’acciaio. Il primo può andare bene in case particolarmente grandi e arredate con stile minimal, mentre invece il legno-alluminio può essere la soluzione ideale per chi vuole abbinare design e funzionalità. Quest’ultimo materiale però risulta essere molto costoso, a differenza del PVC che invece è tra i più economici sul mercato. Particolarmente alto è anche il prezzo dell’acciaio, ma le prestazioni di questo materiale sono imparagonabili. 

Isolamento termico 

Non bisogna poi sottovalutare il livello di isolamento termico degli infissi. A tal proposito, è bene prendere in considerazione il valore di trasmittanza, ovvero la percentuale di dispersione dell’energia. Quest’ultima dipende anche dal materiale utilizzato. In generale, più basso è questo valore, maggiore sarà l’isolamento termico e quindi il comfort di una casa. Inoltre, ad un valore più basso di trasmittanza è associato anche un maggior risparmio in bolletta.

Isolamento acustico 

Altrettanto importante è la valutazione dell’isolamento acustico garantita dagli infissi. Il rumore, oltre ad essere fastidioso, può essere anche una fonte di molteplici danni alla salute. Un’esposizione prolungata a rumori può infatti provocare una ridotta capacità di memoria e una maggiore pressione, con conseguenze negative per l’apparato cardio respiratorio. 

Scegliendo un modello di infissi giusto, si potranno ridurre tali rischi. Nello specifico, bisogna scegliere infissi con un alto valore decibel (dB). I modelli tradizionali hanno un livello di abbattimento dei rumori pari a 32 dB. Tuttavia, installando gli infissi nel modo giusto e procurandosi una serie di accessori, si può arrivare ad un valore di abbattimento anche pari a 48 dB. 

Colore

A prima vista può sembrare un aspetto secondario, ma in realtà la scelta del colore impatta non solo sull’aspetto della propria casa, ma anche sulle prestazioni degli infissi. Infatti, con l’installazione di modelli con colori scuri si otterrà un maggiore riscaldamento. Viceversa, i colori chiari consentono di ottenere una maggiore durata nel tempo e un livello di riscaldamento decisamente inferiore. Ovviamente, la scelta del colore incide anche sui materiali, alcuni dei quali, come ad esempio il PVC, non possono essere nemmeno colorati. 

In termini di colore, bisogna considerare anche l’abbinamento con il resto della casa. Nello specifico, se si possiede un parquet in legno, ad esempio, la soluzione migliore è la scelta di infissi in laccato opaco, anche se si tratta di un materiale difficile da pulire ed è quindi da evitare per chi non ha abbastanza tempo a disposizione da dedicare alle pulizie di casa. 

Posa in opera

Quando si parla di infissi non si può non citare la posa in opera, ovvero l’operazione di montaggio della finestra. Questa deve essere effettuata nel miglior modo possibile, in quanto una buona riuscita dell’operazione impatta sulle performance degli infissi per il 70%. L’installazione quindi è fondamentale: una finestra montata in maniera errata rischia di compromettere tutti i benefici di un buon modello. Ad esempio, si rischia di ridurre le capacità di isolamento acustico, aumentando il rischio di incorrere in rumori. Viceversa, posare bene la finestra incrementa i vantaggi. 

Sicurezza

Un ultimo fattore non meno importante da considerare è la sicurezza. Gran parte dei furti in casa infatti avvengono attraverso la forzatura delle finestre, motivo per il quale è opportuno procurarsi infissi efficaci sotto questo punto di vista. La scelta deve quindi ricadere su modelli protetti e resistenti, come quelle finestre realizzate con 4 punti di chiusura, di cui 2 di sicurezza. Per chi ha a disposizione un budget più elevato può anche scegliere modelli con vetro antisfondamento, placca anti-perforazione e maniglia antiscasso, in modo da aumentare sensibilmente la propria sicurezza. 

La sedia giusta per la tua sala da pranzo: come districarsi tra colori, modelli e materiali

Francesco Riccio

La sala da pranzo è una delle stanze più importanti di un’abitazione. Ecco perché quando la si arreda è necessario fare attenzione ad una serie di fattori, curando tutto nei minimi dettagli. Un elemento fondamentale di questa parte della casa è rappresentato dalle sedie, le quali, oltre a fornire il massimo comfort, devono essere anche resistenti e in linea con il resto dell’arredamento.

In questo articolo cercheremo di capire quali sono i principali fattori da valutare quando si sceglie una sedia da sala da pranzo.

Dimensioni e altezza

Tra i primi fattori da valutare durante l’acquisto ci sono le dimensioni della sedia. A tal proposito, è bene innanzitutto misurare le dimensioni della sala da pranzo e capire quale distanza c’è tra i vari elementi. Così facendo si eviterà di acquistare modelli troppo piccoli o troppo grandi rispetto alle dimensioni della stanza.

Bisogna poi controllare l’altezza, che deve essere misurata tenendo conto anche dei braccioli. per capire qual è l’altezza giusta bisogna prendere come punto di riferimento il tavolo. Generalmente, l’altezza di questo elemento varia tra i 70 cm e gli 80 cm. In questi casi è opportuno scegliere modelli di sedie in grado di garantire una distanza tra il bordo inferiore e la seduta pari a più di 30 cm.

Materiali

Valutare la qualità dei materiali impiegati per la realizzazione della sedia è fondamentale per assicurarsi un buon prodotto. I modelli presenti sul mercato sono costruiti con svariati materiali, ognuno dei quali ha caratteristiche differenti. Può capitare anche che le diverse componenti della sedia siano state realizzate con più materiali. Quelli più utilizzati sono il legno e l’acciaio, i quali assicurano un’ampia resistenza e una lunga durata nel tempo. Per gli schienali però vengono spesso utilizzati anche il metallo, la plastica e i materiali imbottiti da rivestire in stoffa o in pelle.

Esistono poi modelli con materiali meno diffusi, come ad esempio il vimini, il come bambù o il rattan, e materiali riciclabili.

Chiaramente, i materiali devono essere scelti anche e soprattutto a seconda dello stile dell’arredamento. I modelli in pelle o con strutture cromate ad esempio si adattano agli ambienti moderni, dove è possibile applicare anche sedie realizzate in plastica trasparente. Viceversa, per le stanze da pranzo con uno stile più classico è meglio puntare sul legno, un materiale in grado di coniugare praticità e eleganza.

Sebbene possano sembrare una soluzione efficace, le sedie in tessuto o imbottite vanno evitate. Infatti, pur trattandosi di materiali raffinati, in grado di aumentare il valore estetico della propria abitazione, bisogna però tener conto della difficoltà durante la pulizia. Uno dei fattori da valutare inerente si materiale deve essere proprio la facilità di pulizia, soprattutto per chi non dispone di abbastanza tempo per dedicarsi alla cura della casa. Sotto questo punto di vista sono quindi da preferire i modelli realizzati in plastica o quelli in legno.

Comfort

Come abbiamo già accennato all’inizio, uno degli elementi più importanti a cui prestare attenzione durante la scelta della sedia è il comfort. D’altronde si tratta di un oggetto dove passare una buona porzione del proprio tempo, per cui è importante assicurarsi che sia quanto più funzionale possibile. A tale scopo, è opportuno puntare su modelli imbottiti e con uno schienale alto, in maniera tale da salvaguardare la salute della propria schiena. Inoltre, bisogna verificare la presenza dei braccioli, i quali possono essere molto utili in termini di comodità. Tuttavia, i modelli con braccioli sono anche più ingombranti, per cui sono vantaggiosi solo se si dispone di abbastanza spazio.

Design

Un ultimo aspetto da non sottovalutare assolutamente è il design e l’aspetto estetico della sedia. Ovviamente, in questo caso giocano un ruolo fondamentale i gusti personali. Tuttavia, è necessario comunque abbinare la sedia al resto dell’arredamento. Pertanto, in una abitazione moderna è meglio indirizzarsi su modelli minimal ed, mentre invece nelle stanze più classiche bisogna optare per modelli con forme tradizionali.

Domotica: come trasformare la propria casa in una ‘Smart Home’

Francesco Riccio

Il concetto di domotica sta diventando sempre più centrale nella vita quotidiana delle persone. Rendere la propria casa più intelligente e autonoma è una scelta molto diffusa. D’altra parte, i benefici derivanti dall’applicazione delle nuove tecnologie all’interno di un’abitazione sono tanti. In seguito cercheremo di capire nello specifico cos’è la domotica, quali sono i suoi vantaggi e, soprattutto, quali sono i passaggi per rendere più intelligente la propria casa.

Cos’è la domotica e quali sono i vantaggi?

Con il termine domotica si intende l’insieme dei dispositivi tecnologici utilizzati all’interno di una casa al fine di aumentarne il livello di comfort e di efficienza. Si tratta di un concetto diffusosi soprattutto negli ultimi anni, parallelamente allo sviluppo delle tecnologie smart.

La diffusione di tale fenomeno è giustificata dai tanti vantaggi che esso è in grado di fornire. Infatti, attraverso l’integrazione tra i vari sistemi e impianti di una casa è possibile rendere molto più semplice la vita quotidiana, controllando da remoto l’illuminazione, i riscaldamenti, gli elettrodomestici, l’irrigazione dei giardini, l’apertura e la chiusura di porte e persino la sicurezza e i sistemi di allarme.

Molte persone però scelgono la domotica per un questione economica: una casa smart ed efficiente comporta anche costi minori in bolletta, in quanto si riduce in maniera netta lo spreco di energia. Tutto ciò ha chiaramente un impatto positivo anche sull’ambiente.

Tra gli strumenti più conosciuti in questo ambito ci sono gli smart speaker, presenti ormai in tutte le abitazioni. Tuttavia, ci sono molti altri dispositivi che possono essere molto utili. Vediamo insieme alcuni esempi.

Irrigazione intelligente

L’impianto smart consente di controllare da remoto, tramite il proprio smartphone, le centraline per l’irrigazione dei giardini. Così facendo, sarà possibile non solo rendere più pratico questa attività, ma sarà possibile anche ottimizzare il consumo d’acqua ed evitare sprechi. L’impianto infatti consente di impostare l’attivazione e lo spegnimento dell’impianto di irrigazione solo in determinate ore del giorno. C’è da dire però che, tra gli strumenti smart, quello relativo all’irrigazione è probabilmente quello meno utilizzato e conosciuto.

Tapparelle motorizzate intelligenti

Tra gli elementi di una casa che rientrano nella domotica ci sono anche le tapparelle motorizzate. Si tratta di strumenti molto utili che si abbassano con estrema facilità attraverso l’applicazione installata sul proprio smartphone. Inoltre, è possibile anche attivare la funzione automatica, che consente di chiudere o aprire le tapparelle in base all’orario e alla quantità di luce presente all’esterno.

Strumenti smart per la sicurezza

Le origini del concetto di domotica sono strettamente collegate all’ambito della sicurezza. Infatti, agli inizi di questo fenomeno si tendeva ad utilizzare prevalentemente dispositivi in grado controllare la propria abitazione è proteggerla da malintenzionati. Basti pensare ad esempio agli impianti di videosorveglianza o alla videocitofonia.

Tuttavia, con il passare del tempo questi strumenti sono diventati sempre più sofisticati e permettono di accedere a tante altre funzioni. Ad esempio, oggi è possibile controllare l’interno della propria casa anche a migliaia di km di distanza da essa, attraverso il proprio smartphone. Inoltre, negli ultimi anni si sta diffondendo anche la serratura intelligente, che in caso di intrusione inviano un’allarme.

Illuminazione

Attraverso la tecnologia domotica è possibile controllare ogni tipo di luce all’interno della propria casa. In particolare, si può non solo accenderle e spegnerle, ma anche regolarne l’intensità e il colore.

Come trasformare un impianto normale in domotico

Per rendere smart la propria abitazione è necessario trasformare il proprio impianto elettrico, in modo da renderlo capace di controllare i dispositivi tecnologici che abbiamo citato poco fa. Ma come si fa questa operazione? Innanzitutto, è necessario l’intervento di un tecnico specializzato, il quale deve effettuare un’analisi dell’impianto sia per capire come trasformare l’impianto sia per stilare un preventivo.

Dopodiché, bisogna iniziare con i lavori di sostituzione, partendo dalla sfilatura e sostituzione dei cavi. In questa fase, il tecnico deve controllare se c’è del corrugato, per poi procedere con la sfilatura dei cavi e alla loro sostituzione con il cavo bus, il quale consente di collegare la centralina e i dispositivi. A questo punto, generalmente si procede con i lavori in muratura per permettere la realizzazione delle tracce, che servono a far passare i cavi bus. Ora, si può proseguire con l’installazione dei dispositivi smart e collegarle alla centralina e all’applicazione. Il processo è terminato, ma prima di iniziare a godersi la propria casa smart, è necessario farsi rilasciare una certificazione dal tecnico che attesti la conformità dell’impianto ai requisiti imposti dalla legge.

Quali piante si prestano perfettamente ad arredare gli interni

Francesco Riccio

Arredare gli interni di un appartamento con delle piante è ormai una moda molto diffusa, soprattutto tra i più giovani. D’altronde i benefici dell’installare una pianta in una casa sono davvero tanti. In particolare, oltre a purificare l’aria, diversi studi scientifici hanno dimostrato che le piante favoriscono la concentrazione nello studio e nel lavoro, migliorano l’umore e l’autostima e hanno anche ottime proprietà isolanti dal punto di vista acustico. Allo stesso tempo, la diffusione di questa moda è giustificata anche dal fatto che le piante ormai rappresentano un vero e proprio complemento d’arredo. Mettere questo elemento nel posto giusto, infatti, si ha la possibilità di fornire alla propria casa un aspetto completamente nuovo. Ma come disporre le piante in un appartamento? E soprattutto, quali sono quelle più efficaci per arredare gli interni? Scopriamolo insieme. 

Come disporre le piante in un appartamento? 

Una volta scelte le piante più adatte alle proprie esigenze estetiche, è necessario capire dove applicarle. Gli esperti del design, infatti, forniscono numerosi consigli su dove posizionare le piante, in maniera tale da ottimizzare gli spazi e allo stesso tempo aumentarne il valore estetico. Una prima domanda da porsi è: arredare tutta la casa con le piante o solo alcuni spazi? La scelta è tra un arredamento a “effetto giungla” o più semplice e discreto. Per rispondere a questa domanda bisogna prendere innanzitutto in considerazione le dimensioni della propria casa. Ovviamente, riempire un appartamento piccolo di piante può essere una scelta controproducente e gli svantaggi rischierebbero di essere di più dei vantaggi. 

Un ulteriore fattore a cui prestare attenzione è poi la luminosità delle stanze e la loro esposizione al sole, fondamentale per garantire una buona salute alle piante. Inoltre, bisogna prendere in considerazione anche l’umidità degli ambienti e la presenza dei termosifoni, che devono essere ad una debita distanza dalle piante. 

Le migliori piante da appartamento

Vediamo quindi quali sono le principali piante da inserire in un appartamento, partendo dalla kenzia, la quale appartiene alla famiglia delle palme. Si tratta di una pianta che, oltre a non richiedere una cura particolare, è in grado di fornire un aspetto esotico alla propria abitazione.
Una buona soluzione potrebbe essere la Sansevieria, meglio conosciuta con il nome di “lingua di suocera”. Anche in questo caso, non è necessario garantire una cura complessa. Tuttavia, la pianta in questione ha una forma particolare, consistente in foglie lanceolate molto lunghe e inoltre può anche allungarsi oltre un metro. Ecco perché chi dispone di spazi ridotti deve indirizzarsi su altre opzioni. 

La senecio rowleyanus è una pianta con dei fusti ramosi sottili che hanno la forma di una collana a perle. Per questo motivo, la pianta viene detta “a collana”. Oltre a garantirne una buona esposizione al sole, è necessario ricordare di non annaffiarla eccessivamente, soprattutto in inverno. 

L’ultima soluzione è rappresentata dalla calathea, una famiglia al cui interno ci sono ben 150 specie di piante con forme e caratteristiche differenti. Sono particolarmente adatte all’interno di un appartamento, in quanto si presentano con un aspetto molto elegante. Coltivarle, inoltre, è veramente semplice. 

Arredare il terrazzo con le piante

L’arredamento con le piante di un terrazzo merita un discorso a parte. Può essere questa la scelta ideale per chi non ha spazi ampi nel proprio appartamento. Infatti, si possono creare dei piccoli orticelli sul balcone, circondato da grate da realizzare sul muro per l’appoggio delle piante rampicanti. In alternativa, si può arredare il terrazzo con delle piante grasse, le quali non necessitano di essere spostate nei mesi più freddi dell’anno, in quanto alcune specie, come l’aloe o il cactus, sono molto resistenti al freddo. 

Quali piante mettere davanti casa?

Chiudiamo il nostro articolo sulle piante da mettere davanti alla propria abitazione. Si tratta di un elemento molto importante, in quanto una buona decorazione all’ingresso rappresenta un ottimo biglietto di visita per gli ospiti. Tra le possibili scelte ci sono le già citate kenzia, ma possono funzionare anche piccoli alberi, come ad esempio degli ulivi o aranci. In alternativa, possono essere una buona soluzione anche delle fioriere o delle scaffalature con piantine. 

Scegliere la resina per i pavimenti: la guida completa

Francesco Riccio

I pavimenti in resina rappresentano un’ottima soluzione per chi è alla ricerca di eleganza e al tempo stesso di praticità. Si tratta di un composto sintetico che può essere applicato sia negli interni che esterni. Le resine per i pavimenti sono nate all’interno del mondo industriale, grazie alle sue particolari caratteristiche. Essendo un materiale molto resistente all’usura, esso può risultare molto utile per la produzione. In seguito cercheremo di capire quali sono i fattori a cui fare attenzione durante la scelta della resina per i pavimenti, in maniera tale da compiere la giusta scelta. 

La guida completa per scegliere la resina per i pavimenti

Un primo elemento da prendere in considerazione durante l’acquisto della resina per pavimenti è la tipologia. Infatti, sul mercato esistono diverse tipologie di rivestimenti in resina. Una prima differenza da analizzare è quella che intercorre tra quella spatolata e quella autolivellante. Quest’ultimo risulta essere più liscio rispetto al primo. Tuttavia, entrambe le tipologie possono essere applicate su vari tipi di superficie

Ci sono poi le resine multistrato, utilizzate soprattutto in ambito industriale, e quelle in metacrilato, che, oltre ad essere molto resistenti contro le aggressioni chimiche, hanno anche il vantaggio di garantire una posa veloce. Inoltre, sono facilmente lavabili e sanificabili, motivo per il quale viene spesso utilizzato in ospedale e laddove c’è bisogno di un alto livello igienico.

Per la realizzazione di pavimenti sono particolarmente indicati i modelli di resine epossidiche, i quali assicurano un’ampia resistenza termica e meccanica e posseggono anche buone  proprietà idrorepellenti. Si tratta di un polimero termoindurente di facile lavorazione, che può essere utilizzato anche per pareti e per gli elementi di arredo. Abbiamo poi la resina cementizia, che si ottiene mescolando la resina e il cemento, operazione che aumenta notevolmente la resistenza del materiale. Questo tipo è molto utilizzato per le pavimentazioni domestiche. Un’ulteriore tipologia di resina è quella acrilica, la quale risulta essere più liquida rispetto a quella epossidica. È molto resistente agli sbalzi di temperatura e possiede anche un buon livello di traspirabilità e di stabilità cromatica. 

Per quanto riguarda i costi, bisogna innanzitutto rilevare cambiamenti in base alle diverse tipologie. La resine a spatola con miscela già colorata su supporto pre-trattato e strato protettivo da interni hanno un costo che si attesta sui 40/60 euro al metro quadro. In caso di decorazioni il costo aumenta, attestandosi intorno ai 70/90 euro a metro quadro. Un prezzo più alto è invece quello della resina auto-livellante (80/100 euro al metro quadro), mentre con l’aggiunta di decorazioni si può arrivare anche a 120/150 Euro al metro quadro. Ulteriori costi aggiuntivi riguardano poi eventuali lavori edili, come ad esempio le demolizioni dei pavimenti sottostanti e la formazione di massetti in calcestruzzo armato. 

Consigli per applicare la resina

Abbiamo visto quindi quali sono i fattori da valutare quando si sceglie la resina, ma ora forniremo anche alcuni consigli in merito all’applicazione del materiale. È bene specificare che l’applicazione varia in base alla tipologia di resina scelta. In generale, però, ci sono alcune fasi da rispettare a prescindere dal tipo di materiale. La prima fase inizia con la sgrassatura e la pulizia con shampoo e spugna della superficie su cui applicare la resina. In seguito, bisogna carteggiare leggermente la superficie, per poi proseguire applicando il fondo, che può essere sia universale che un fondo specifico per piastrelle, molto utilizzato per alcuni tipi di materiale, come ad esempio il vetro, la ceramica o il laminato. In alternativa, in caso di rischi di infiltrazioni, può essere utilizzato anche un fondo blocca umidità. Il prossimo passaggio consiste nello stuccare le fughe, in maniera tale da ottenere una superficie livellata in maniera ottimale. Per garantire una maggiore resistenza, si può scegliere di proteggere il tutto con una resina di finitura opaca, trasparente, satinata o lucida.

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