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Caro energia: come risparmiare in casa

Francesco Riccio

I recenti rincari sulle bollette stanno costringendo molte famiglie ad adottare accorgimenti per risparmiare. In effetti, i modi per ridurre i costi dell’energia sono molteplici e non richiedono particolari sacrifici.

In questo articolo cercheremo di capire proprio quali sono i metodi principali per risparmiare in casa.

Come risparmiare con gli elettrodomestici

Partiamo dunque dagli elettrodomestici, che rappresentano una fonte di consumo particolarmente elevata in una casa. Tuttavia, se si riesce ad utilizzarli nel modo giusto è possibile risparmiare un bel po’. Ad esempio per quanto riguarda la lavatrice, può essere una buona soluzione utilizzarla sempre quando è a pieno carico e con temperature comprese tra i 30 e i 40 gradi, magari con il programma eco. Altrettanto importante è anche controllare costantemente i consumi reali dell’elettrodomestico. 

Per ottenere un risparmio è opportuno utilizzare in modo giusto anche l’asciugatrice e la lavastoviglie. Nel primo caso, può essere una buona idea mettere all’interno dell’elettrodomestico i capi che sono già stati centrifugati nell’asciugatrice, in maniera tale da eliminare l’acqua in eccedenza. Inoltre, è opportuno avviare l’elettrodomestico solo quando il cestello è pieno. Nel caso della lavastoviglie invece è fondamentale utilizzare il programma eco o, al limite, un programma normale ma con temperature più basse. Può essere utile anche eliminare la parte della asciugatura. 

Uno degli elettrodomestici più energivori all’interno di un’abitazione è senza dubbio il frigorifero. Anche in questo caso, però, ci sono una serie di metodi per ridurne il consumo. In particolare, è opportuno garantire sempre una buona manutenzione all’apparecchio, in maniera tale da assicurarne un buon funzionamento. Pertanto, è anche buona regola procedere ad uno sbrinamento regolare. Un’altra buona abitudine è quella di non inserire dei cibi caldi e di lasciarlo aperto per un lungo periodo di tempo. Inoltre, nel caso in cui il modello di frigorifero sia troppo vecchio è conveniente, da un punto di vista energetico, provvedere ad una sostituzione. 

Si può risparmiare inoltre anche sul climatizzatore, ad esempio impostando una temperatura inferiore ai 6 gradi rispetto a quella dell’ambiente esterno, e anche sul forno, evitando di acquistare modelli particolarmente grandi, poiché in questo caso ci vuole più tempo e più energia per scaldarli. Meglio indirizzarsi su modelli con dimensioni pari a 60 cm di larghezza. Inoltre, è necessario provvedere anche ad una pulizia costante dell’elettrodomestico. 

Risparmiare sulla luce con le lampadine a basso consumo

Uno dei modi efficaci per risparmiare sulla bolletta della luce consiste nell’acquisto di lampadine a basso consumo. In commercio, però, ve ne sono di diversi tipi: ci sono ad esempio quelle a led, che offrono alte prestazioni in termini di durata e di consumo. Inoltre, sono anche abbastanza economiche, a differenza invece di quelle smart che però offrono un consumo molto basso e ampie funzionalità. 

Esistono anche le lampadine alogene, che però hanno un consumo più elevato rispetto a quelle appena elencate. 

Come risparmiare sul gas

Oltre all’elettricità, negli ultimi mesi stiamo assistendo anche ad un forte aumento del costo del gas. Per far fronte ai rincari una buona soluzione consiste nell’installare una caldaia a condensazione, che, soprattutto se abbinata a dei pannelli radianti, permette di ottenere un risparmio pari al 30%. Può essere altrettanto utile sostituire gli infissi più vecchi, in maniera tale da ottimizzare il calore all’interno dell’ambiente per rendere meno necessario il ricorso a termosifoni. In particolare, può essere molto vantaggioso scegliere degli infissi in PVC, i quali assicurano un alto livello di isolamento termico. 

Infine, possono essere molto utili anche le pompe di calore, attraverso le quali poter estrarre il calore da una fonte naturale e reimetterlo all’interno dell’abitazione. Così facendo, è possibile ottenere un risparmio energetico fino al 70%. 

Risparmiare il gas in cucina

Sempre per risparmiare il gas, può essere opportuno adottare una serie di accorgimenti in cucina. Ad esempio una buona abitudine è quella di utilizzare dei coperchi sia per bollire l’acqua che per cucinare. Altrettanto utile può essere l’utilizzo di una pentola a pressione, in modo da ridurre non solo i consumi ma anche i tempi di cottura. 

Infine, può essere utile adottare una serie di accorgimenti per risparmiare sull’acqua calda: ad esempio una soluzione consiste nel procurarsi degli scaldacqua a pompa di calore oppure uno scaldabagno a gas. 

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Colore delle fughe del pavimento: come sceglierlo

Francesco Riccio

Per ottenere un pavimento con un aspetto perfetto è fondamentale fare attenzione ad ogni minimo dettaglio. Tra gli elementi da prendere in considerazione ci sono soprattutto le fughe. Infatti, anche un piccolo difetto di dimensioni o di forma può compromettere la componente estetica dell’intero pavimento. In questo articolo, ci focalizzeremo su un punto in particolare: il colore delle fughe. In commercio ci sono molte tonalità e, sebbene la scelta dipenda dalle proprie esigenze e preferenze, è fondamentale conoscere bene quali sono i metodi per individuare il colore più adatto.

Cosa sono le fughe

Prima di capire come e quale colore scegliere, è opportuno chiarire brevemente cosa si intende con il termine fughe. Esso indica nient’altro che la distanza che divide una piastrella del pavimento dall’altra e che ne consente l’assestamento. Generalmente, sono caratterizzate da dimensioni che variano tra i 2 e i 4 mm, ma sul mercato si possono trovare anche altre misure. Molto infatti dipende dalle dimensioni del pavimento, dal tipo di sottofondo e tanti altri piccoli fattori. I materiali utilizzati per realizzare le fughe possono essere diversi. In genere, viene utilizzato un composto di cemento e acqua, noto con il nome di boiacca. In alternativa, vengono applicati anche prodotti sigillanti. Ad ogni modo, qualsiasi materiale si decida di scegliere, questo deve essere in grado di garantire la massima protezione delle superfici.

Come scegliere il colore delle fughe

Prima di vedere su quale colore indirizzarsi, è opportuno conoscere a fondo le proprie esigenze. In particolare, bisogna capire se si intende scegliere qualcosa di tradizionale o di puntare su soluzioni innovative. Nel primo caso, la scelta è abbastanza semplice: la gran parte delle fughe realizzate in passato era di tonalità bianca. Tuttavia, questo colore si sporca molto facilmente, soprattutto se applicato in zone della casa molto frequentate. Una buona alternativa al bianco potrebbe essere rappresentata dal grigio, che oltre ad essere versatile, tende anche a sporcarsi di meno.

Negli ultimi anni il mondo delle fughe è stato completamente stravolto e rivoluzionato, anche e soprattutto grazie alle nuove tecnologie. Oggi, infatti, gran parte delle abitazioni moderne sono costituite da fughe colorate. Queste vengono realizzate con sostanze epossidiche e offrono prestazioni molto elevate, oltre che una lunga resistenza nel tempo. Per chi opta per delle fughe colorate il quadro è un po’ più complicato. Infatti, in commercio c’è veramente l’imbarazzo della scelta. Per agevolare la decisione può essere utile tenere in considerazione alcuni consigli.Innanzitutto, nel momento della scelta è opportuno puntare su colori neutri. Questi infatti sono di grande tendenza e permettono di ottenere un effetto visivo straordinario, capace di fornire un aspetto nuovo all’intero ambiente.Un altro consiglio è quello di indirizzarsi su fughe tono su tono, caratterizzate però da una gradazione in meno. In questo caso, oltre a garantire un aspetto formidabile, si otterrà anche un prodotto durevole nel tempo.

Inoltre, le fughe devono essere compatibili con il materiale delle mattonelle. Bisogna quindi cercare di armonizzare le due componenti, in modo da ottenere un effetto omogeneo ed elegante. Durante la scelta bisogna anche tenere bene a mente di optare per prodotti con un’intensità più chiara rispetto a quella delle mattonelle. Così facendo, oltre ad assicurare un aspetto migliore, sarà possibile anche prevenire un altro problema: le fughe con il passare degli anni tendono a scurirsi e scegliendo un colore più chiaro si potrà rimediare.

Dunque, seguendo questi piccoli accorgimenti, sarà possibile compiere una scelta consapevole e acquistare delle fughe con un colore adatto ai propri ambienti. Tuttavia, come abbiamo già specificato, un ruolo importante nella decisione deve essere sempre ricoperto dai propri gusti personali.

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Rubinetteria: come scegliere tra estetica e funzionalità

Francesco Riccio

Quando si decide di costruire o ristrutturare un bagno o una cucina è opportuno fare attenzione ad ogni minimo dettaglio per rendere l’ambiente davvero confortevole. Tra gli elementi da scegliere con cura ci sono i rubinetti, i quali, oltre a rispondere ad una serie di esigenze pratiche e funzionali, devono essere anche esteticamente in linea con il resto dell’arredamento. La domanda, quindi, sorge spontanea: come scegliere la rubinetteria giusta? Scopriamolo insieme in questo articolo.

Tipologia

Partiamo subito col dire che in commercio esistono molti tipi di rubinetti. Nel caso dei miscelatori da cucina, ad esempio, ci sono i modelli con doccetta estraibile, a loro volta divisi in doccette integrate e professionali. Nel primo caso, il flessibile scompare e rientra nel rubinetto, mentre invece nel caso delle doccette professionali la doccetta funziona con una molla.

In tutti gli altri casi, i rubinetti sono a manopole, a monocomando a foro singolo o a due fori oppure con braccio di erogazione telescopico. Quest’ultimo funziona sul principio dell’antenna. Ci sono poi i miscelatori con sensore tattile, che funzionano tramite il tocco sul corpo del rubinetto, e i modelli digitali, che utilizzano la tecnologia wireless. 

Materiale 

Un altro elemento a cui prestare la massima attenzione è senza dubbio il materiale, il quale deve garantire la massima resistenza e una lunga durata nel tempo. Generalmente, i modelli di rubinetti più diffusi vengono realizzati in acciaio, un materiale ottimo dal punto di vista della resistenza ma che è in grado anche di aggiungere valore dal punto di vista estetico. Inoltre, i modelli costruiti con questo materiale hanno il pregio di non diventare opachi nel tempo. Tuttavia, il prezzo di questi tipi di rubinetti è decisamente più elevato.

I costi sono molto più contenuti nel caso dei modelli realizzati in ottone, un materiale efficace che offre anche un buon grado di resistenza. Quest’ultimo, però, nel corso degli anni è spesso sottoposto ad un processo di ossidazione. Inoltre, l’ottone può avere diversi tipi di finitura, tra cui le varianti di colore speciale, cromato, simil inox e in bianco e nero. 

Funzionalità e tecnologie aggiuntive

Un fattore da non sottovalutare quando si sceglie un rubinetto, sia esso destinato all’utilizzo in cucina che in bagno, riguarda le funzionalità e le tecnologie aggiuntive di cui è dotato. Tra queste, può essere molto utile la funzione di risparmio idrico, che permette di consumare fino al 50% in meno di acqua ed energia. Inoltre, ci sono anche modelli dotati di tecnologie per la lucentezza di superficie duratura e per il facile comando della leva. 

Aspetto e design

Come abbiamo visto, un elemento da considerare durante la scelta dei rubinetti è l’aspetto. L’estetica, infatti, merita la stessa attenzione della componente funzionale della rubinetteria. Ovviamente, in questo caso, la scelta dipende molto dai propri gusti e dalle caratteristiche del proprio bagno o della propria cucina. L’importante è che il rubinetto sia in linea con lo stile del resto dell’arredamento.

Lo stesso vale anche per i colori, ma in questo caso è opportuno valutare anche altri fattori. Infatti, ci sono alcune tonalità che danno una maggiore sensazione di pulizia. Altre, invece, consentono di nascondere meglio eventuali macchie di calcare che si formano nel tempo. Ci sono poi colori che sono di grande tendenza negli ultimi anni, come ad esempio il blu, il rosso o il verde acido, da scegliere però solo se si possono abbinare. 

Garanzia e manutenzione

L’ultimo elemento da prendere in considerazione è la garanzia. Un buon prodotto, infatti, deve essere garantito da almeno due anni, così come previsto dalla legge. In ogni caso, però, è consigliato assicurare al prodotto una buona manutenzione, in maniera tale da permettergli di durare a lungo nel tempo. 

Un ultimo consiglio: controllare la consistenza

C’è un ultimo consiglio da prendere in considerazione per verificare la qualità del prodotto scelto e consiste nel controllare la consistenza. In genere, infatti, un rubinetto di bassa qualità è caratterizzato da un peso basso e, di conseguenza, questi modelli hanno una durata minore. 

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Carta da parati: come sceglierla e come posarla

Francesco Riccio

La carta da parati può essere uno strumento molto originale per rivestire le pareti della stanza. Tuttavia, in commercio sono presenti diverse tipologie di carta, ognuna delle quali è caratterizzata da diverse fattori. Ecco perché in questo articolo cercheremo di fornire una serie di informazioni utili che possono servire al momento della scelta. Infine, vedremo anche come posare la carta da parati.

Come scegliere la carta da parati

Un primo elemento a cui prestare attenzione durante la scelta della carta da parati è il colore dominante nell’ambiente. In questi casi bisogna assecondare la tonalità prevalente, mentre invece nel caso in cui la stanza sia costituita da colori neutri può essere utile individuare una carta originale, come ad esempio quelle molto lucide o con effetto tessuto. A tal proposito, bisogna specificare quali sono le diverse tipologie di carta disponibili. Eccone alcune:

  • Carta da parati lavabile in TNT: realizzata in fibre tessili come la seta o il tone, questo tipo di carta è molto economica e resistente sia all’acqua che alle alte temperature. Oltre ad essere molto facile da applicare e lavare, ha il vantaggio di far traspirare le pareti e prevenire la formazione di muffa;
  • Carta da parati vinilica: costituita da due strati rispettivamente in vinile e in TNT, la carta da parati vinilica garantisce una lunga durata, oltre ad essere totalmente inodore. Inoltre, è facilmente lavabile con l’acqua e il sapone neutro e può essere applicata e rimossa con grande semplicità. Tuttavia, il principale vantaggio di questo tipo di carta è quello estetico: la sua applicazione, infatti, consente di fornire un volto totalmente nuovo all’intero ambiente;
  • Carta da parati 3D: innovativa e futuristica, questo modello, oltre a fornire un aspetto totalmente nuovo all’ambiente, lo rende anche più spazioso. L’effetto che si ottiene dalla sua applicazione è davvero originale e consente di valorizzare l’intero appartamento. Particolarmente efficaci sono soprattutto i modelli che offrono effetti optical, ideali per le abitazioni più moderne.
  • Carta da parati “naturale”: questo tipo di carta è sicuramente uno dei più diffusi negli ultimi anni, complice anche la crescita dell’attenzione verso la natura. Si tratta di una soluzione inedita ma anche molto elegante.

Durante la scelta della carta da parati bisogna prendere in considerazione anche la qualità del materiale, soprattutto se deve essere applicata in ambiti particolari come il bagno. L’ultimo elemento da valutare riguarda il motivo, il quale può essere di diverse tipologie. In particolare, sul mercato si possono trovare sia modelli con disegni orizzontali, che consentono di ampliare gli spazi della stanza, e quelli con i disegni verticali, che permettono di rendere il soffitto più alto. Inoltre, ci sono anche motivi più originali, come quelli in bianco e nero, perfetti per gli appartamenti in stile moderno, e quelli jungle, da abbinare soprattutto agli ambienti con il parquet.

Come posare la carta da parati

Appurati i fattori da valutare durante la scelta della carta da parati, bisogna ora capire come posarla sulle pareti. Tale operazione varia in base alla tipologia di carta e di colla utilizzata. In generale, un primo passo da fare consiste nel prendere le misure, in maniera tale da capire quanti rotoli procurarsi. Dopodiché, bisogna procedere effettuando la stuccatura della parete, a meno che il muro non sia nuovo. In quest’ultima ipotesi può essere utile effettuare un’ulteriore mano di colla. Proprio in merito alla colla, bisogna valutare con attenzione alcuni fattori durante la scelta, come ad esempio la mancanza di sostanze tossiche o inquinanti.

A questo punto, si può procedere con l’applicazione della carta da parati. Per ottenere un risultato più preciso, può essere utile tagliarla in fogli e cominciare l’applicazione dai bordi. Quindi, bisogna applicare la colla sulla carta e incollarla con un filo a piombo, stando attenti a non creare bolle o irregolarità. A tal fine, è necessario procurarsi anche un rullo. Infine, bisogna posizionare le strisce ognuna accanto all’altro, facendo attenzione a far combaciare le fantasie. 

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4 elementi di design che non possono mancare in casa tua

Francesco Riccio

Arredare una casa significa fare attenzione ad ogni minimo dettaglio. D’altronde, si tratta dell’ambiente in cui si passerà gran parte della propria vita ed è fondamentale renderlo quanto più confortevole possibile. A tal proposito, è molto importante posizionare nelle varie stanze degli elementi di design che permettono di personalizzare la propria casa. Ecco perché in questo articolo cercheremo di fornire alcune idee di design che non possono mancare nella propria abitazione. 

Piante a soffitto

Partiamo con il primo elemento di design, ovvero le piante a soffitto. Si tratta di una soluzione molto diffusa negli ultimi anni, grazie anche all’aumento della sensibilità nei confronti dell’ambiente. Inserire degli elementi che rimandano alla sostenibilità è un ottimo modo non solo per dare un tocco green alla propria casa, ma anche per ottenere numerosi benefici dal punto di vista psicologico: avere piante a soffitto nel proprio appartamento consente di ridurre lo stress e aumentare la propria autostima.

Inoltre, le piante purificano l’aria e riducono i rumori, grazie al fatto che sono fonoassorbenti. Ma dove inserire le piante a soffitto?  Una stanza dove potrebbero essere particolarmente efficaci è la camera da letto, ma in realtà possono essere tranquillamente inserite in ogni altra stanza.

Tavolini e tappeti

Tra gli elementi d’arredo che non possono mancare all’interno di una casa rientrano anche i tavolini e i tappeti. Si tratta di due componenti che, oltre ad essere molto utili, se posizionati nel modo giusto, possono fare la differenza in un ambiente. In commercio ci sono molti modelli di tavolini tra cui poter scegliere. Per ottenere un buon risultato è necessario optare per un tavolino che abbia dimensioni adeguate e proporzionate al divano. Al tempo stesso, la forma e lo stile devono essere adattati al resto dell’arredamento. Lo stesso discorso vale anche per i colori e i materiali.
Per quanto riguarda i tappeti, invece, la scelta è molto più libera. Basta avere solo tanta creatività per scegliere il modello più adatto ai propri gusti. 

Spazio per i libri

La libreria è un elemento di design scelto da molte persone per rendere la propria casa davvero unica. Ovviamente, la scelta deve essere effettuata sulla base delle caratteristiche dell’appartamento. Ad esempio, per i soggiorni di dimensioni particolarmente ampie ci si può indirizzare anche su una parete attrezzata formata da una libreria grande. Viceversa, per chi non dispone di molto spazio può optare per una libreria frestanding, dei modelli che possono essere inseriti in qualsiasi ambiente senza risultare troppo ingombranti.

Per quanto riguarda poi i materiali, anche in questo caso la scelta è molto ampia e varia a seconda della casa. Per chi desidera creare ambienti contemporanei e moderni può indirizzarsi su modelli in metallo, mentre invece chi preferisce lo stile vintage può scegliere una libreria realizzata in legno. 

Elettrodomestici tecnologici

Oggi, la produzione degli oggetti tecnologici si basa non solo sull’obiettivo di garantire la massima funzionalità ed efficienza, ma anche sullo scopo di rendere l’oggetto un vero e proprio elemento di design. Questo è il caso non solo dei device da uso quotidiano, come potrebbe essere ad esempio lo smartphone, ma anche degli elettrodomestici di ultima generazione. Sul mercato se ne possono trovare tanti, molti dei quali sono davvero innovativi. Proprio questi ultimi sono perfetti per essere utilizzati all’interno della casa come elementi di design. 

Domotica: come trasformare la propria casa in una ‘Smart Home’

Francesco Riccio

Il concetto di domotica sta diventando sempre più centrale nella vita quotidiana delle persone. Rendere la propria casa più intelligente e autonoma è una scelta molto diffusa. D’altra parte, i benefici derivanti dall’applicazione delle nuove tecnologie all’interno di un’abitazione sono tanti. In seguito cercheremo di capire nello specifico cos’è la domotica, quali sono i suoi vantaggi e, soprattutto, quali sono i passaggi per rendere più intelligente la propria casa.

Cos’è la domotica e quali sono i vantaggi?

Con il termine domotica si intende l’insieme dei dispositivi tecnologici utilizzati all’interno di una casa al fine di aumentarne il livello di comfort e di efficienza. Si tratta di un concetto diffusosi soprattutto negli ultimi anni, parallelamente allo sviluppo delle tecnologie smart.

La diffusione di tale fenomeno è giustificata dai tanti vantaggi che esso è in grado di fornire. Infatti, attraverso l’integrazione tra i vari sistemi e impianti di una casa è possibile rendere molto più semplice la vita quotidiana, controllando da remoto l’illuminazione, i riscaldamenti, gli elettrodomestici, l’irrigazione dei giardini, l’apertura e la chiusura di porte e persino la sicurezza e i sistemi di allarme.

Molte persone però scelgono la domotica per un questione economica: una casa smart ed efficiente comporta anche costi minori in bolletta, in quanto si riduce in maniera netta lo spreco di energia. Tutto ciò ha chiaramente un impatto positivo anche sull’ambiente.

Tra gli strumenti più conosciuti in questo ambito ci sono gli smart speaker, presenti ormai in tutte le abitazioni. Tuttavia, ci sono molti altri dispositivi che possono essere molto utili. Vediamo insieme alcuni esempi.

Irrigazione intelligente

L’impianto smart consente di controllare da remoto, tramite il proprio smartphone, le centraline per l’irrigazione dei giardini. Così facendo, sarà possibile non solo rendere più pratico questa attività, ma sarà possibile anche ottimizzare il consumo d’acqua ed evitare sprechi. L’impianto infatti consente di impostare l’attivazione e lo spegnimento dell’impianto di irrigazione solo in determinate ore del giorno. C’è da dire però che, tra gli strumenti smart, quello relativo all’irrigazione è probabilmente quello meno utilizzato e conosciuto.

Tapparelle motorizzate intelligenti

Tra gli elementi di una casa che rientrano nella domotica ci sono anche le tapparelle motorizzate. Si tratta di strumenti molto utili che si abbassano con estrema facilità attraverso l’applicazione installata sul proprio smartphone. Inoltre, è possibile anche attivare la funzione automatica, che consente di chiudere o aprire le tapparelle in base all’orario e alla quantità di luce presente all’esterno.

Strumenti smart per la sicurezza

Le origini del concetto di domotica sono strettamente collegate all’ambito della sicurezza. Infatti, agli inizi di questo fenomeno si tendeva ad utilizzare prevalentemente dispositivi in grado controllare la propria abitazione è proteggerla da malintenzionati. Basti pensare ad esempio agli impianti di videosorveglianza o alla videocitofonia.

Tuttavia, con il passare del tempo questi strumenti sono diventati sempre più sofisticati e permettono di accedere a tante altre funzioni. Ad esempio, oggi è possibile controllare l’interno della propria casa anche a migliaia di km di distanza da essa, attraverso il proprio smartphone. Inoltre, negli ultimi anni si sta diffondendo anche la serratura intelligente, che in caso di intrusione inviano un’allarme.

Illuminazione

Attraverso la tecnologia domotica è possibile controllare ogni tipo di luce all’interno della propria casa. In particolare, si può non solo accenderle e spegnerle, ma anche regolarne l’intensità e il colore.

Come trasformare un impianto normale in domotico

Per rendere smart la propria abitazione è necessario trasformare il proprio impianto elettrico, in modo da renderlo capace di controllare i dispositivi tecnologici che abbiamo citato poco fa. Ma come si fa questa operazione? Innanzitutto, è necessario l’intervento di un tecnico specializzato, il quale deve effettuare un’analisi dell’impianto sia per capire come trasformare l’impianto sia per stilare un preventivo.

Dopodiché, bisogna iniziare con i lavori di sostituzione, partendo dalla sfilatura e sostituzione dei cavi. In questa fase, il tecnico deve controllare se c’è del corrugato, per poi procedere con la sfilatura dei cavi e alla loro sostituzione con il cavo bus, il quale consente di collegare la centralina e i dispositivi. A questo punto, generalmente si procede con i lavori in muratura per permettere la realizzazione delle tracce, che servono a far passare i cavi bus. Ora, si può proseguire con l’installazione dei dispositivi smart e collegarle alla centralina e all’applicazione. Il processo è terminato, ma prima di iniziare a godersi la propria casa smart, è necessario farsi rilasciare una certificazione dal tecnico che attesti la conformità dell’impianto ai requisiti imposti dalla legge.

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