Grès Porcellanato: storia e curiosità

Gianmarco Maiolini

Grès Porcellanato: storia e curiosità

 

Prima di ricostruire la storia e le caratteristiche di questo materiale ormai diffusissimo ed utilizzatissimo nell’ambito delle costruzioni odierne, partiamo col dare una definizione di grès.

Il grès è un materiale ceramico a pasta dura, ottenuto per cottura fino a incipiente vetrificazione dell’impasto. Ha una pasta compatta, dura, sonora ed impermeabile. Molto spesso presenta una copertura vetrina impermeabile.

L’origine della parola grès sembra derivi da antichi manufatti francesi così chiamati e che utilizzavano lo stesso tipo di argilla, che prende il nome di gres silicieux.

La parola porcellanato invece deriva dal colore candido delle argille bianchissime utilizzate per creare questo materiale. In Italia per la produzione vengono utilizzati materiali proveniente soprattutto da cave sarde e lavorate nella città di Guspini, in provincia di Cagliari. Donde la denominazione a km0 del prodotto.

Storia

Dagli anni ’50 prendevano il nome di grès le piastrelle non smaltate a ridottissima porosità, create con argille rosse, ferruginose, non carbonatiche e vetrificanti in cottura.

Il prodotto finale era ovviamente rosso. La materia prima veniva macinata a secco in mulini a impatto o a martelli e cotta in tunnel a cicli di 70 ore ad una temperatura media di ben 1.000 gradi centigradi.

Tuttavia il prodotto non era dei migliori. Aveva limiti notevoli di natura prettamente tecnologica. Fra questi la ancora rudimentale strumentazione disponibile ai forni che impediva una ottimale regolazione della curva di cottura. Problemi in fase di pressione della pressa che non permettevano di ottenere il livello di densità desiderato per le piastrelle.
Ancora insufficienti controlli dei parametri di macinazione, quindi granuli di varie dimensioni.

Il risultato aveva comunque buone caratteristiche di resistenza, ad esempio all’acido e al gelo, ma risultava difficile da estrarre, controllare e non era impermeabile, presentando una notevole porosità.

Questo prodotto venne utilizzato soprattutto in edifici pubblici come scuole, ospedali, laboratori. A farlo preferire furono soprattutto i costi bassi e la sua resistenza. 

Il Grès Porcellanato

La svolta avviene intorno agli anni ’80, quando in Sardegna, soprattutto nella zona di Sassuolo, la sperimentazione in tema edilizio arriva a confezionare la versione migliore, fino a quel momento, del prodotto.

Questo materiale si rivela adatto sia per interni che per esterni e si caratterizza per la sua enorme versatilità. Per gli esterni riesce a reggere bene all’usura delle intemperie, anche se per ovvie ragioni, tende a durare meno rispetto al materiale utilizzato per interni.
A proposito di durata, il grès ha una longevità quasi illimitata.

È estremamente semplice da pulire, utilizzando qualsiasi tipo di detergenti e disinfettanti. Inoltre è antimacchia, non trattiene aloni. 

Non necessita di manutenzione, non necessita dunque di trattamenti per la cura e la lucidatura di pavimenti in legno o in marmo.

Il grès porcellanato è un materiale ignifugo e resiste al fuoco, quindi anche alle cadute di sigarette, fiammiferi, oggetti roventi ecc. In caso di incedio, dunque, resisterà al fuoco e non emetterà fumi tossici.

Una delle caratteristiche più importanti è la sua sostenibilità. I materiali utilizzati per creare il grès sono 100% naturali e riciclabili. In particolare i materiali sono: sabbia, argilla, minerali e feldspati. e, non contengono plastiche, sono resistenti agli agenti chimici, impermeabili, anallergiche e riciclabili.

Il suo utilizzo è solitamente pensato per i pavimenti, ma può essere adoperato anche per superfici verticali.