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Tag : interior design

Listelli

Listelli a muro: divisori ed oggetti di design

Gianmarco Maiolini

Listelli a muro: divisori ed oggetti di design

I listelli divisori in legno per interni possono avere una duplice funzione: quella di dividere degli spazi in maniera elegante, senza la necessità di dover costruire un muro in un interno, oppure anche come semplice elemento decorativo a tutta altezza. In particolare si presta bene a riempire i vuoti di parete troppo lunghe e rendere gli interni più interessanti.

Il sistema divisorio presenta listelli a tutta altezza e agganciati a pavimenti e a soffitto.
Dunque non sono sospesi e non sono agganciati ad altro arredo. Un utilizzo comune è quello di separè fra ambienti.

Al contrario, il sistema decorativo si caratterizza per l’aggancio dei listelli al muro o ad arredi, caratterizzando dunque l’aspetto della stanza con la sua texture peculiare (molto più interessante, magari, rispetto ad una insignificante parete bianca).

Un consiglio utile è quello di abbinare accuratamente il legno e le qualità di legno al colore del pavimento (a maggior ragione se nell’ambiente c’è il parquet).

Materiali

I materiali più diffusi per la costruzione dei pannelli sono:

  1. Pino 

Materiale durevole che nel corso degli anni si rafforza per via del suo naturale e graduale indurimento delle resine. Resistente a carichi significativi, per questo motivo si presta molto bene a diventare un supporto per un grande televisore al plasma o un sistema di illuminazione

  1. Quercia 

Si caratterizza per un alto grado di resistenza per via della densa presenza di fibre di legno. Molto semplice per la manutenzione: lucidatura, spazzolatura, consente agevolmente di mettere a nudo la trama. La tonalità del colore è spesso abbastanza scura.

  1. Rovere

Evergreen dell’eleganza. Un materiale che si presta alle curvature ed ha una buona resistenza, Necessario far caso alla possibilità di imbarcarsi se non ben saldato.

  1. Larice

Legno resistente con una tonalità di colore giallo miele con motivi a contrasto.

  1. Impiallacciatura di MDF impiallacciato

Molto durevole e resistente alla deformazione, spessore solido. L’impiallacciatura di frassino o rovere dona alla superficie una eleganza rara. Il costo è inferiore pur mantenendo la praticità.

Esistono diversi modi per realizzare questi listelli. Una caratteristica importante è la saldatura è l’aggancio. A maggior ragione se il listello verticale è previsto in un edificio aperto al pubblico bisogna prestare attenzione affinché sia fissato nella maniera migliore possibile. Anche nel caso in cui qualcuno vada a colpirlo per errore, il sostegno deve rimanere affidabile e solido.

A tal fine, realizzare un’anima in ferro saldata ad una piastra alle due estremità, fissata a pavimento e a soffitto, rivestita successivamente con il legno dopo il montaggio, può rivelarsi una soluzione ideale.

Grès porcellanato

Grès Porcellanato: storia e curiosità

Gianmarco Maiolini

Grès Porcellanato: storia e curiosità

 

Prima di ricostruire la storia e le caratteristiche di questo materiale ormai diffusissimo ed utilizzatissimo nell’ambito delle costruzioni odierne, partiamo col dare una definizione di grès.

Il grès è un materiale ceramico a pasta dura, ottenuto per cottura fino a incipiente vetrificazione dell’impasto. Ha una pasta compatta, dura, sonora ed impermeabile. Molto spesso presenta una copertura vetrina impermeabile.

L’origine della parola grès sembra derivi da antichi manufatti francesi così chiamati e che utilizzavano lo stesso tipo di argilla, che prende il nome di gres silicieux.

La parola porcellanato invece deriva dal colore candido delle argille bianchissime utilizzate per creare questo materiale. In Italia per la produzione vengono utilizzati materiali proveniente soprattutto da cave sarde e lavorate nella città di Guspini, in provincia di Cagliari. Donde la denominazione a km0 del prodotto.

Storia

Dagli anni ’50 prendevano il nome di grès le piastrelle non smaltate a ridottissima porosità, create con argille rosse, ferruginose, non carbonatiche e vetrificanti in cottura.

Il prodotto finale era ovviamente rosso. La materia prima veniva macinata a secco in mulini a impatto o a martelli e cotta in tunnel a cicli di 70 ore ad una temperatura media di ben 1.000 gradi centigradi.

Tuttavia il prodotto non era dei migliori. Aveva limiti notevoli di natura prettamente tecnologica. Fra questi la ancora rudimentale strumentazione disponibile ai forni che impediva una ottimale regolazione della curva di cottura. Problemi in fase di pressione della pressa che non permettevano di ottenere il livello di densità desiderato per le piastrelle.
Ancora insufficienti controlli dei parametri di macinazione, quindi granuli di varie dimensioni.

Il risultato aveva comunque buone caratteristiche di resistenza, ad esempio all’acido e al gelo, ma risultava difficile da estrarre, controllare e non era impermeabile, presentando una notevole porosità.

Questo prodotto venne utilizzato soprattutto in edifici pubblici come scuole, ospedali, laboratori. A farlo preferire furono soprattutto i costi bassi e la sua resistenza. 

Il Grès Porcellanato

La svolta avviene intorno agli anni ’80, quando in Sardegna, soprattutto nella zona di Sassuolo, la sperimentazione in tema edilizio arriva a confezionare la versione migliore, fino a quel momento, del prodotto.

Questo materiale si rivela adatto sia per interni che per esterni e si caratterizza per la sua enorme versatilità. Per gli esterni riesce a reggere bene all’usura delle intemperie, anche se per ovvie ragioni, tende a durare meno rispetto al materiale utilizzato per interni.
A proposito di durata, il grès ha una longevità quasi illimitata.

È estremamente semplice da pulire, utilizzando qualsiasi tipo di detergenti e disinfettanti. Inoltre è antimacchia, non trattiene aloni. 

Non necessita di manutenzione, non necessita dunque di trattamenti per la cura e la lucidatura di pavimenti in legno o in marmo.

Il grès porcellanato è un materiale ignifugo e resiste al fuoco, quindi anche alle cadute di sigarette, fiammiferi, oggetti roventi ecc. In caso di incedio, dunque, resisterà al fuoco e non emetterà fumi tossici.

Una delle caratteristiche più importanti è la sua sostenibilità. I materiali utilizzati per creare il grès sono 100% naturali e riciclabili. In particolare i materiali sono: sabbia, argilla, minerali e feldspati. e, non contengono plastiche, sono resistenti agli agenti chimici, impermeabili, anallergiche e riciclabili.

Il suo utilizzo è solitamente pensato per i pavimenti, ma può essere adoperato anche per superfici verticali.

Trend 2023

I trend del 2023 per l’interior design

Gianmarco Maiolini

I trend del 2023 per l’interior design

 

Il 2023 è alle porte e per tutti gli amanti del design, può essere utile dare un’occhiata preventiva a quelli che saranno probabilmente i trend del 2023 per l’arredamento domestico non solo.
I clienti potranno essere più tratti dalle proposte di un professionista preparato su ciò che si approssima a diventare di moda nel prossimo anno. La tendenza alla moda e al rimanere aggiornati alle tendenze è un guilty pleasure cui molti acquirenti non riescono a rinunciare.

Diamo allora insieme uno sguardo ai trend che guideranno probabilmente per la maggiore in questo vicinissimo 2023:

 

Indoor e outdoor uniti

Dall’idea di loft che mira a spazzare via le mura domestiche fra le stanze e concependo un unico grande spazio open in cui vivere la casa, si sta affacciando l’idea di eliminare persino quelle esterne!
Non si tratta di andare a vivere per strada, ovviamente, ma di concepire un’unione fra lo spazio interno domestico e quello esterno, ad esempio giardino, vialetto eccetera, eliminando quindi porte, barriere e cancelli.

Minimalismo

Sappiamo cos’è e abbiamo imparato ad apprezzarlo ma il minimalismo sarà comunque protagonista probabilmente del 2023.
Via tutti i fronzoli inutili, cianfrusaglie e vecchie radio impolverate d’epoca. Spazio domestico e lavorativo in ottica di funzionalità, ridotta all’osso, che guarda all’estetica senza perdersi in inutili dettagli. Pochi elementi ma selezionati con cura e posizionati nello spazio con gusto.

Anni ’70

Sarà ragionevole aspettarsi un ritorno agli anni ’70. La nostalgia non perdona e dopo aver sviscerato i mai compianti abbastanza anni ’80, è possibile aspettarsi un salto indietro della nostalgia di 10 anni attraverso l’uso di riflessi e luminosità, mobili dal design geometrico, specchi, uso dell’acciaio, vernici lucide e metallizzate.

Materiali organici

Come anche abbiamo avuto modo di vedere nella fiera di Arkeda di Novembre 2022, nel nuovo modo di concepire l’interpor design e l’architettura, l’attenzione alla sostenibilità non può più essere un elemento di contorno.
L’utilizzo di materiali organici al fine di evitare quanto più possibile l’inquinamento ambientale sta diventando e deve assolutamente continuare ad essere uno standard, un punto di non ritorno da cui guai a tornare indietro.
Ed anche dal punto di visto estetico, oltre che ambientale, il contatto e il ritorno alla natura anche come cromatici, materiali e stile darà una boccata d’aria fresca al modo di concepire l’interpor design, stanco di appesantimenti inutili e desideroso di freschezza, novità e leggerezza.

Biofilia

Direttamente collegata al trend precedente, di cui forse è solo un corollario, l’attenzione ad unire l’elemento urbano con quello naturale, della vita (da cui biofilia ossia amore per la vita) sarà certamente un elemento insostituibile del modo di vivere l’ambiente domestico nel 2023.

Recupero e upcycling

Secondo corollario di un punto di vista ambientalista e sostenibile. Se da un lato, utilizzare materiali organici può essere la scelta giusta per non inquinare maggiormente, cosa ce ne facciamo di tutti i materiali già utilizzati e difficili, magari, da smaltire?
La soluzione è quella di upcycling ossia il riutilizzo e il riciclo intelligente dei materiali al fine di non inquinare e di ridare nuova vita a tutto ciò che appariva come un inutile cadavere. Un utilizzo intelligente del riciclo dei materiali permetterà di creare nuove forme di estetica, impreziosite dalla genuina volontà di non inquinare e di utilizzare ciò che non serve più (quindi magari anche ad un costo ridotto, perché no?) e modellarlo a nostro piacimento.

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