Arkeda 2022: DNA al centro del programma

Gianmarco Maiolini

Arkeda 2022: DNA al centro del programma

Il tema di Arkeda 2022 è il DNA, inteso come Design/Natura/Architettura.

Il riferimento alla natura e alla sostenibilità è un elemento imprescindibile per il concetto che Arkeda vuole proporre nel suo Salone dell’architettura, dell’edilizia, del design e dell’arredo che si terrà a Napoli, nella Mostra D’Oltremare nei giorni 2, 3 e 4 Dicembre 2022, per la sua nona edizione.

Il concetto di natura come chiave di volta in Arkeda 2022

La costruzione diventa altresì un elemento secondario, in secondo luogo, rispetto all’elemento natura, preponderante e sostanziale.

Rispetto a questo indirizzo Arkeda sostiene di dover formare la nuova classe di architetti e di dover introdurre nella formazione della professione una struttura umanistica e uno sguardo diretto all’ambiente.

Si rende necessario altresì tener presente risultati virtuosi nella grande dimensione, possono essere raggiunti unicamente attraverso la somma di particolari virtuosi e, altrettanto la gestione e la crescita di una società consapevole e sostenibile in termini architettonici può passare solo attraverso piccoli interventi professionali sostenibili e consapevoli.

Ogni architetto deve essere consapevole della responsabilità che porta sulle spalle, poiché dal suo lavoro d’ingegno deriva il contributo alla costruzione della catena del dna e al rispetto dell’ambiente.

È parte della crescita della società e deve essere anch’egli, come tutta la popolazione, consapevole della necessità urgente e non più prorogabile di dirigere i consumi e il modo di vivere verso una nuova direzione.

Non può non far parte del processo necessario di cambiamento, richiesto a ognuno di noi e deve adattare la sua forma mentis e il suo spirito lavorativo alle sfide che il mondo moderno ci ha messo di fronte, sebbene non siano semplici da risolvere.

Modulo della Sostenibilità Universale

La costruzione, dunque, diventa Modulo della Sostenibilità Universale. Gli architetti sono protagonisti di questo grande cambiamento, attraverso piccole scelte al fine di perseguire uno sviluppo sostenibile, assieme a tutte le altre figure specializzate che, nel loro ambito di competenza possono contribuire a guidare il cambiamento nella direzione più sostenibile e auspicabile per la società, come antropologi, sociologi, ricercatori. 

Questo risultato è da ricercare in ogni ambito professionale, nella vita e nella carriera di ogni essere umano prima e professionista poi.

La naturale conseguenza è che, tornando all’ambito architettonico, tale spirito deve essere inserito nella quotidianità lavorativa tanto del piccolo professionista che lavora in proprio, tanto al grande studio professionale, eliminando del tutto la ricerca delle grandi opere e azioni se inutili o poco sostenibili ed invece incentivando piccoli interventi mirati e controllati, tenendo sempre ben presente che le opere di costruzione e risanamento sono opere di responsabilità e conoscenza culturale. La concezione filosofica e spirituale non è più, quindi, un elemento di contorno, ma una linea guida fondamentale. L’inseguimento cieco al profitto senza considerare le conseguenze è qualcosa che l’umanità non può permettersi ed è necessario che tutta la popolazione, dalla più alla meno abbiente, si renda conto di questa imprescindibile consapevolezza.

Cosa esprime il rimando al DNA?

Allora, riprendendo il concetto fondamentale di DNA, la costruzione di edifici, l’arredamento ed più in generale il lavoro dell’architetto, hanno subito e possono ancora subire una notevole trasformazione, manipolazione con il passare del tempo. Una rigenerazione per donare nuovamente nuova vita, per soddisfare nuove esigenze e regalare di nuovo la giovinezza a quegli stessi oggetti di costruzione.

L’architetto diventa allora un genetista, che attraverso la tecnologia e la sua competenza, può manipolare e trasformare il contesto urbano e domestico in armonia con le esigenze dell’ambiente e secondo uno sviluppo sostenibile, per tutti e non solo per pochi privilegiati.

Tutto ciò non potrà vivere se non attraverso un indirizzo di qualità, denominatore comune di questa evoluzione.

E tale ricerca avverrà dopo gli interventi a confronto sulle modalità teoriche, in tre laboratori esemplificativi, sulla consapevolezza e le ricerche che aziende e studiosi hanno maturato.

Infine sarà svolto un dibattito conclusivo sul tema in un lavoratorio finale.

I laboratori sono così strutturati:

MODULOR 1

DESIGN: l’oggetto artigianale si confronta con i materiali naturali. Il design seriale si confronta con la sostenibilità

MODULOR 2

NATURA: incontra la società e detta i nuovi ritmi biologici necessari ad un nuovo indirizzo tecnologico

MODULOR 3

ARCHITETTURA: il recupero architettonico e il riutilizzo degli spazi e dei luoghi marginali è la nuova frontiera dell’architettura

SINTESI: tavola rotonda su nuove sperimentazioni e nuovi indirizzi culturali nati dalle sinergie tra ricerca e cultura (modello TED)

LABORATORIO FINALE

Nel laboratorio finale di Arkeda 2022 sono proposti degli spunti per generare dibattiti, contributi ed interventi, da raccogliere in una dispensa da pubblicare prima della Manifestazione e distribuita come inserto alla rivista Arkeda:

1) La natura intesa non più come sovrastruttura ma come elemento di Riferimento del Lavoro degli Architetti

2) L’importanza della piccola dimensione e del particolare nel lavoro dell’architetto

3) Il lavoro del singolo muove la coscienza della società

4) Architettura, design ma anche arte per essere attuali non hanno più separazioni, sudditanze o confini, e, confluiscono con la sociologia, la tecnologia e tutte le altre scienze in un Umanesimo Globale necessario alla salvaguardia e sviluppo della Società

5) L’essenza e la Filosofia del lavoro dell’Architetto è uno strumento indispensabile per la Società Evoluta, e perciò va sviluppato e aggiornato continuamente, in una difficile ed impegnativa formazione professionale continua

6) Il Tempo non ha più uno sviluppo lineare, ma può essere manipolato, come in genetica

7) La Qualità come denominatore comune a qualsiasi sviluppo